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10 cose da sapere su Gabriel Garcìa Màrquez

Amori, superstizioni, cinema e strane abitudini. Ecco alcuni dei fatti più curiosi sulla vita dell'autore di 'Cent'anni di solitudine'

Marquez

Andrea Bressa

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È stato certamente uno degli autori più amati del Novecento. Scrittore, giornalista e saggista colombiano nonché premio Nobel per la Letteratura nel 1982, Gabriel Garcìa Màrquez ci ha lasciati nell'aprile di quest'anno passando alla storia come uno dei personaggi più emblematici della “magica” letteratura latinoamericana.

Spesso osannato per il capolavoro Cent'anni di solitudine (considerato la più importante opera in lingua spagnola mai scritta dopo Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes), anche la sua figura è costellata di quelle indiscrezioni che rendono a volte più umani e altre ancor più leggendari tutti i grandi. Ecco 10 di queste curiosità che forse non sapete su Gabriel Garcìa Màrquez.

1. Amore a prima vista
Conobbe la sua futura moglie, Mercedes, quando aveva soli nove anni. Le propose di sposarlo quando ne compì quattordici, ma dovette attendere che lei avesse ventisei anni per poterla portare all'altare.

2. All'università
Studiò giurisprudenza presso l'Università Nazionale della Colombia, ma l'abbandonò poiché scarsamente interessato alle materie di studio. Aveva infatti sempre sognato di fare il giornalista, cosa che in seguitò gli riuscì.

3. Scrivere è meglio che andare in vacanza
L'ispirazione per Cent'anni di solitudine giunse mentre era in viaggio con la famiglia verso Acapulco. Era così entusiasta di iniziare a scrivere che invertì la rotta e tornò a casa per iniziare il lavoro.

4. Meriti immeritati
Sembra sia uno degli autori a cui sono stati attribuiti più testi di quanti ne abbia scritti realmente.

5. I rapporti con Cuba
Si dice che un attentato a Fidel Castro sia stato annullato all’ultimo momento dagli organizzatori poiché nella macchina del Líder Máximo viaggiava lo stesso Gabriel García Márquez.

6. Libri, ma anche film
Grande amante del cinema, lavorò come reporter e critico cinematografico per il più antico quotidiano colombiano El Espetador.

7. Film sì, ma non dei suoi libri
Nonostante fosse un cinefilo incallito, García Márquez è sempre stato riluttante a concedere i diritti per la riproduzione cinematografica dei suoi libri, in particolar modo per Cent'anni di solitudine, ritenendo che nessun regista avrebbe potuto rendergli veramente giustizia.

8. Strane abitudini
Dicono che mentre scriveva tenesse sempre una rosa gialla o un tulipano poggiato sulla scrivania perché considerati di buon augurio. Parecchio superstizioso credeva al contrario che le lumache dietro la porta, i pavoni, i fiori di plastica e i frac portassero sfortuna (motivo per cui non indossò il frac alla cerimonia del Nobel).

9. Gli eroi letterari
I suoi scrittori preferiti erano Ernest Hemingway e William Faulkner, anche se la vocazione sembra gli sia giunta dopo aver letto La metamorfosi di Kafka.

10. Il fumo fa male (forse)
Durante la scrittura di Cent'anni di solitudine fumava ben sei pacchetti di sigarette al giorno.

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