10 cose da sapere su Haruki Murakami

In una recente intervista il maestro giapponese ha svelato una serie di curiosità su di sé, parlando di scrittura, vita e ossessioni

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Haruki Murakami  – Credits: Getty / Michal Cizek

Andrea Bressa

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Lo si vede raramente in pubblico o sui media, ma all’Edinburgh International Book Festival Haruki Murakami si è sbottonato, raccontando di sé, della sua vita e dei suoi romanzi. L’autore giapponese, ospite della kermesse, è stato intervistato da John Mullan, professore di inglese all’University College di Londra e grande esperto di letteratura, nonché responsabile della rubrica letteraria del Guardian.

Dalla loro chiacchierata, incentrata per lo più sul romanzo L'uccello che girava le Viti del Mondo , sono emerse alcune curiosità che abbiamo raccolto qui in dieci punti.

1. Non mi sento a mio agio nello scrivere in terza persona: è come guardare dall’alto in basso i miei personaggi. Preferisco stare allo stesso livello, con la prima persona. È più democratico!

2. Toru Okada [il protagonista de L’uccello che girava le viti del mondo] è il mio eroe. Quando ero più giovane volevo essere proprio come lui, una persona calma che vive una vita tranquilla. Ma ancora non ci sono riuscito.

3. Quando scrivo un romanzo ci metto uno o due anni, e scrivendo ogni giorno… mi stanco! Devo quindi aprire la finestra e prendere aria fresca. Così scrivo altre linee narrative nella stessa storia, per rilassarmi, per divertirmi. Sperando che anche i lettori si possano divertire altrettanto.

4. Di solito non mi piace scrivere di violenza o abusi sessuali, ma capita di doverlo fare per amore della trama.

5. Non ho la minima idea di cosa possa venire fuori quando inizio a scrivere. È divertente! Ogni giorno non so cosa andrò a scrivere: mi alzo, vado alla scrivania, accendo il computer e dico a me stesso: allora, cosa succederà oggi?

6. Sono ossessionato dal bene. E dall'elefante. Dal frigorifero. Dal gatto. E dallo stirare. Non so spiegare perché.

7. Quando scrivo romanzi ho bisogno di musica, e le canzoni arrivano in automatico. Ho imparato molte cose dalla musica: l'armonia, il ritmo, l'improvvisazione. Il ritmo in particolare è importante, ne ho bisogno per mantenere l'attenzione del lettore.
 
8. Quali sono i lati positivi di essere un romanziere? Non devo fare il pendolare, non ci sono riunioni e non ho capi.

9. [Parlando di un episodio che accade al protagonista de L’uccello che girava le viti del mondo] Stare seduto sul fondo di un pozzo è il sogno della mia vita. Un sogno diventato realtà. Ho pensato: è divertente scrivere un romanzo, puoi fare quello che ti pare! Così l'ho realizzato: posso sedermi in fondo a un pozzo, isolato… fantastico!

10. Non ho mai scritto e non ho intenzione di scrivere di personaggi tristi.

Prendiamo quest’ultima affermazione come una battuta.

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