Luciano Lombardi

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La scorsa settimana Danilo Ferrari è stato ospite della tappa trapanese di Panorama d'Italia raccontandoci come, proprio in quei giorni, fosse molto impegnato con le prove della imminente messa in scena al Teatro Viagrande Studios di Catania di Invasioni, lo spettacolo tetatrale di cui è attore e tra gli autori.

Durante l'evento, aveva anche mostrato ai partecipanti un video con gli highlights delle sue precedenti performance, strappando applausi e lacrime di commozione, le stesse - accompagnate da una vera e propria propria invasione della sala e da una standing ovation - che hanno concluso tutte e tre le serate in cui l'opera teatrale della regista di NeonTeatro Monica Felloni è stata replicata.

Il momento più alto è stato toccato quando Danilo, affetto da tetraparesi spastico-distonica, sospeso da terra appeso a una corda, ha ballato fluttuando nell'aria, dimostrando che il limite è una convenzione, che i confini possono essere superati.

"Normalità" e non, non fa "differenza" 
In Invasioni - dedicata al fotografo italo-palestinese Mustafah Sabbagh - attori disabili recitano fianco a fianco ad attori normodotati e vuol essere un'opera che annulla le barriere, in una metafora che si esprime anche quando chi recita e il pubblico arrivano essere vicini, vicinissimi, a pochi centimetri di distanza.

Suddivisa in cinque capitoli (La Bellezza Ferisce; La Necessità della Fuga; La Pelle della Terra; XI Comandamento: non dimenticare; Ogni Preparativo è Fatto) e con testi di Shakespeare, Whitman, dello stesso Danilo Ferrari, del direttore artistico di NeonTeatro Piero Ristagno, di Stefania Licciardello e di Federico Ristagno, l'opera parla anche dell'affanno dell'apparire, della necessità estetica, del pregiudizio di chi ha occhi che non sanno vedere e del fatto che la vita sia bella anche se non si ha l'addome scolpito, dell'importanta e del diritto che ciascuno ha di manifestarsi per quello che è.

“Ci vuole molto coraggio a fare un lavoro così come Invasioni – ha dichiarato Andrea Cusumano, assessore alla Cultura del Comune di Palermo e artista internazionale - ma i risultati poi ci sono, ripagano. Lo spettacolo è davvero bello. Grandi emozioni, soprattutto suscitate dal modo in cui si declina il tema della bellezza e del corpo come un dono”.

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Non si muove, comunica solo con lo sguardo. Ma scrive, viaggia e si racconta a Panorama d'Italia, con una straordinaria carica di ironia e ottimismo

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