Edoardo Frittoli

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È uscito in questi giorni nelle sale cinematografiche il film di Joe Wright "The Darkest Hour" ("L'Ora più buia") nel quale l'attore britannico Gary Oldman interpreta il ruolo del Primo Ministro Sir Winston Churchill nei primi, difficilissimi, mesi della Seconda Guerra Mondiale.

Ripercorriamo nelle immagini e nell'analisi di uno dei discorsi più famosi del premier la storia che ha ispirato la pellicola.

UN ANNO TERRIBILE

Gli estremi temporali della "Darkest hour", vale a dire l'"ora più buia" per l'Inghilterra nel secondo conflitto mondiale sono comunemente compresi nel periodo tra il giugno 1940 e il giugno 1941.

Quell'anno drammatico fu cruciale per la storia e per la sopravvivenza stessa della Gran Bretagna, minacciata direttamente dal dilagare delle forze della Germania nazista dopo la disastrosa caduta della Francia e la débâcle di Dunquerque.

Il periodo indicato coincide anche con un drastico cambiamento alla guida del Paese, con l'elezione a Primo Ministro di Winston Churchill.

È il 10 maggio 1940 quando il politico conservatore, già 65enne e attivo da un quarantennio, viene nominato dal re Giorgio VI prendendo il posto di Neville Chamberlain. Mentre quest'ultimo aveva inseguito fino alla vigilia della guerra la politica dell'appeasement europeo, Churchill l'aveva osteggiata sin dagli esordi giudicandola debole ed inutile nei confronti dell'aggressività di Hitler. L'ultimo a cercare un compromesso quando la guerra era già scoppiata e le sorti parevano pendere a favore delle forze dell'Asse fu Lord Halifax. Quest'ultimo era il candidato più vicino e probabile per la successione di Chamberlain, ma la reazione dell'opinione pubblica alle proposte di compromesso con il nazismo lo spinsero a rinunciare alla carica.

Fu così che il vecchio Tory, non così popolare in quanto spesso considerato instabile e guerrafondaio, prese le redini di un paese rimasto da solo a combattere per la sopravvivenza della democrazia nel mondo occidentale. Churchill entrava a 10 Downing Street nel giorno dell'aggressione tedesca alla Francia, al Belgio ed ai Paesi Bassi avendo una parte degli stessi Tories contrari al suo atteggiamento come capo del Governo britannico.

Londra, House of Commons: ore 15,49 del 18 giugno 1940

Questo fu in buona sostanza il clima in cui nacque il suo più famoso discorso alla Nazione, il cui titolo è comunemente ricordato come "Their finest hour", ossia "La loro ora più bella".

Fu pronunciato da Churchill il 18 giugno 1940 nella House of Commons del Parlamento di Londra e seguì di poco altri due famosi discorsi: "Blood, toil, sweat and tears" ("Sangue, fatica, sudore e lacrime"- 13 maggio) e "We hall fight on the beaches" (Combatteremo sulle spiagge - 4 giugno). Il discorso durò circa mezz'ora e fu iniziato alle ore 15.49.

L'introduzione era incentrata sulla situazione post-Dunquerque e sull'appoggio incondizionato che Londra ricevette dai Dominions.  In particolare Churchill mise il coraggio delle divisioni britanniche che combatterono valorosamente in Francia per contrastare il preponderante crollo del morale degli Inglesi, rassicurandoli sulla consistenza e sulla preparazione delle forze rimaste a difendere l'isola, enfatizzando l'efficienza della Royal Air Force nei giorni in cui si scatenavano i più pesanti blitz della Luftwaffe su Londra, nascondendo abilmente il gap tecnologico nei confronti dell'Aeronautica del Reich che gli ingegneri britannici stavano freneticamente cercando di colmare.

La seconda parte del discorso fu incentrato sul paragone con le iniziali pesanti sconfitte britanniche nella Grande Guerra e su come le forze alleate ebbero ragione durante l'ultima parte del conflitto risollevandosi da una serie di crolli ed errori che tuttavia non impedirono la vittoria finale, che diventerà da questo momento un leit motiv del premier britannico.

Tornato al 1940, il pensiero di Churchill si rivolge ai popoli d'Europa recentemente soggiogati dall'aggressione nazista e al significato che per questi avrebbe il ruolo di una Gran Bretagna combattente che possa rappresentare una speranza di vittoria del bene sul male, della luce della democrazia sulle tenebre del nazismo.

E proprio sulla guerra tra la luce e le tenebre di un nuovo medioevo sotto il segno della svastica rappresenta il cuore del discorso del 18 giugno, che include anche la difesa della cristianità occidentale in lotta contro il neo paganesimo nazista. Per scongiurare l'arrivo del' "ora più buia" era dunque necessario che gli Inglesi facessero quadrato attorno ai loro doveri tenendo ben presente che se la sopravvivenza dell'Impero britannico e del Commonwealth venisse garantita dalla vittoria finale, allora i posteri avrebbero ricordato quel frangente tragico del 1940 come una delle più grandi opportunità per la Gran Bretagna e per la democrazia in generale: "Their finest hour", "L'ora più bella", appunto.

Quel che accadde poco dopo fu il seguito naturale del famoso discorso di Churchill: il giorno stesso il generale Charles de Gaulle fece appello alla nazione caduta in mano a Hitler a continuare la lotta per la libertà. Tre settimane dopo inizierà la Battaglia d'Inghilterra, preconizzata nel discorso del 18 giugno come seguito naturale della battaglia di Francia. Il discorso di Sir Winston riecheggerà nei durissimi mesi della lotta per la sopravvivenza contro l'assalto nazista, al termine dei quali la Royal Air Force ebbe ragione del nemico, dimostrando al mondo di avere colmato lo svantaggio con la Luftwaffe. Nell'agosto del 1941, in seguito all'attacco a Pearl Harbor, gli Stati Uniti entrano in guerra. Sarà la svolta che inizierà a tracciare concretamente la lunga e dolorosa via per la vittoria finale. Il primo colpo di piccone lo diede Churchill con il suo discorso pronunciato nel "ora più buia" della storia del Regno Unito.

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