Le sagome dei primi Heinkel He 111 apparvero su Coventry alle 19,20. I bimotori della Luftwaffe accesero il cielo plumbeo di novembre con i bengala mentre le sirene della città  coprirono momentaneamente il rombo dei bombardieri tedeschi. Le 24 batterie contraeree della RAF disseminate attorno alla città furono inefficaci nel contrastare il più massiccio blitz dall'inizio della guerra, con oltre 500 aerei nemici sopra il cielo della città industriale del Midlands occidentale. L'inferno di fuoco scatenato dai bombardieri quella sera non si limitò a devastare l'importante apparato industriale di Coventry, ma colpì la città nel cuore devastando oltre 4.000 edifici e causando più di per l'effetto della concentrazione di oltre 36.000 bombe incendiarie e più di 100 ad alto potenziale. Un solo bombardiere tedesco fu abbattuto. Il successo nazista fu schiacciante, tanto che Joseph Goebbels coniò dopo il raid il termine "coventrizzare" per indicare la volontà del Reich di estendere i bombardamenti a tappeto su tutte le città del Regno Unito. I morti furono oltre 560, i feriti quasi il doppio. Fortunatamente la rete dei rifugi della città resse a dovere, evitando un bilancio tragico. 

Di fronte alle macerie della Cattedrale Winston Churchill visse uno dei momenti più angosciosi della guerra, per gli effetti psicologici che il successo tedesco avrebbe potuto generare. L'Inghilterra del 1940 era sola di fronte ai successi di Hitler, e neppure lontanamente aveva raggiunto la superiorità nella guerra aerea che avrebbe portato quasi 5 anni dopo alla vendetta di Coventry con il devastante bombardamento che cancellò la città di Dresda.

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