Su ordine del presidente americano Harry Truman, esattamente 70 anni fa, il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino, l'equipaggio del bombardiere Enola Gay delle Forze armate degli Stati Uniti sganciò su Hiroshima il primo ordigno atomico a uso bellico della storia, chiamato Little Boy, cogliendo di sorpresa la città giapponese, importante centro navale e militare.

Lo spostamento d'aria di eccezionale potenza rase al suolo le case e gli edifici nel raggio di circa 2 km. Ai gravissimi effetti termici e radioattivi immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000.

Tre giorni dopo fu la volta di Fat Man, la seconda bomba atomica lanciata su Nagasaki, responsabile di 70.000 vittime dirette entro la fine del 1945, più altrettante negli anni successivi. Il 14 agosto successivo, la riunione del governo nel rifugio antiaereo del Palazzo imperiale vide l'imperatore Hirohito annunciare la volontà di arrendersi dopo i drammatici bombardamenti delle due città. L'indomani il suo discorso di resa fu consegnato alla radio, malgrado il tentativo di bloccarlo da parte di alcuni giovani ufficiali dell'esercito.

In questa gallery fotografica ripercorriamo il tragico evento bellico e le sue terribili conseguenze sulla popolazione locale, segnata per anni da quella che è unanimente riconosciuta come una delle pagine più buie della storia. 


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