Edoardo Frittoli

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Per la città di Parigi gli ultimi mesi di guerra furono un incubo. Dal marzo all'agosto 1918 l'area metropolitana della capitale francese fu bombardata dal più grande cannone mai costruito, che tirava sulla città dalla distanza di circa 120 chilometri.

Storia di un'arma micidiale

Il terrore invisibile aveva una nome: Paris Geschutz o "Cannone di Parigi". Noto anche dai tedeschi come Kaiser-Wilhelm Geschutz (cannone del Kaiser Guglielmo). Si trattava di un pezzo d'artiglieria dalle dimensioni imponenti, e fu costruito dalla Friederich Krupp A.G. di Essen. L'affusto era montato su appositi carrelli ferroviari ed il peso complessivo dell'arma era di 750.000 kg, per una lunghezza complessiva di 37 metri (di cui 28 di canna).

Quello che a colpo d'occhio poteva sembrare una grande gru per la presenza dei bracci stabilizzatori (che impedivano alla canna di puntare pericolosamente verso il basso dopo il tiro) era in realtà un prodigio dell'artiglieria pesante. Il calibro delle sette bocche unite assieme e ricavate da altrettanti cannoni in disuso ( tipo 38 cm SK L/45 "Max") era di 210 mm. e sparava proietti da 106 kg. di tipo navale. Per questo motivo il cannone era gestito da personale della Kriegsmarine che forniva 80 uomini quali serventi al pezzo.

Ciò che maggiormente colpisce è l'aspetto tecnologico del cannone di Parigi, considerando l'epoca in cui venne realizzato. I colpi sparati dal più grande cannone della Grande Guerra raggiungevano la velocità di oltre 1,600 metri/secondo (5.800 km/h) viaggiando fino a 40.000 metri di altezza in piena stratosfera, dove l'aria rarefatta offre una resistenza quasi nulla all'avanzamento. La gittata era altrettanto stupefacente: il Paris Geschutze poteva raggiungere obiettivi a 120-130 km di distanza.

L'unico aspetto problematico dell'arma era la tendenza al consumo rapido della rigatura interna della canna a causa dell'elevatissima velocità di lancio delle granate da 106 kg. e necessitava di accurata e continua manutenzione. Inoltre i serventi al pezzo nei calcoli balistici dovevano tenere conto del principio fisico noto come Forza di Coriolis. Si tratta di un moto apparente che si verifica nell'atmosfera a quote elevate (come quelle a cui venivano lanciati i proiettili del cannone di Parigi) che sfalsa il movimento di un corpo rispetto alla rotazione terrestre. Per questo motivo gli artiglieri dovevano sempre considerare aggiustamenti importanti nel tiro, nell'ordine di più di 1.000 metri per evitare colpi di molto fuori bersaglio.

Parigi, mattina del 23 marzo 1918. Comincia il "terrore silenzioso"

Il cannone fu trasferito nel marzo del 1918 nella foresta di Coucy, nelle Ardenne occupate dai Tedeschi. Il primo colpo contro Parigi fu sparato la mattina del giorno 21 ed andò a segno lungo il Quai de La Seine. I parigini furono colpiti all'improvviso e pensarono sul momento ad un attacco portato dal cielo dai silenziosi dirigibili Zeppelin, che nessuno però aveva visto volare sopra la città. Soltanto dopo aver ricostruito i frammenti della bomba, fu chiaro che si trattava di un pezzo di artiglieria a lunga gittata. Il 29 marzo 1918 uno dei colpi del cannone di Parigi piombò sul 4°Arrondissement, centrando in pieno la Chiesa di St Gervais et Protais durante la funzione del Venerdì Santo. I morti furono 88 e decine i feriti.

Il cannone sparò una media di 20 colpi al giorno, che piombavano sulla popolazione civile generando panico e senso di insicurezza per l'impossibilità di localizzare l'area del tiro del cannone di Parigi. Molti pensarono che si trattasse dei colpi dei cannoni tedeschi "Bertha", i pezzi della Krupp a lunga gittata utilizzati dall'esercito del Kaiser Wilhelm sin dai primi mesi di guerra. Tra la fine di marzo e l'agosto del 1918 circa 360 bombe colpirono l'abitato di Parigi, facendo 250 morti e più di 600 feriti. Proprio per il suo impiego "terroristico", l'importanza dell'effetto propagandistico del Kaiser Wilhelm Geschutz superò quello strategico.

Agosto 1918: il cannone in silenzio per sempre

Il cannone smetterà di sparare su Parigi dopo gli esiti della seconda Battaglia della Marna, quando fu spostato dalla postazione nelle Ardenne verso una località ignota in Germania. Il più grande pezzo di artiglieria della Grande Guerra non sarà mai ritrovato, verosimilmente distrutto dai Tedeschi. Tutto ciò che rimase fu un affusto girevole rinvenuto dagli Americani dopo la ritirata tedesca.

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