Fumetti

Satira e culto, se i disegni sfidano le religioni

Così le matite dei fumettisti dell'ultimo secolo hanno attaccato le diverse fedi tra satira, razzismo e propaganda

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Edoardo Frittoli

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Fin dai tempi antichi la religione è stata oggetto di satira. Vi sono testimonianze nell'antica Grecia nell'opera di Senofane di Colofone e dei suoi silli e, in età ellenistica, l'opera di Menippo e di Luciano di Samosata, che nei Dialoghi traccia con le parole le caricature degli dei. 

Ma è con l'Europa dei Lumi che la satira si accoppia definitivamente al disegno, grazie allo sviluppo delle tecniche di stampa. Nella Francia post-rivoluzionaria nascono le prime riviste satiriche, come quelle dove collaborò il grande Honoré Daumier e dove la politica, più che la religione, è l'obiettivo principale. 

 



La religione, in particolare quella Cattolica, è presa di mira nei suoi aspetti secolari dall'internazionalismo socialista a cavallo tra '800 e '900. Un esempio italiano, forse il più importante, fu l'esperienza del settimanale romano L'Asino. Fondato nel 1892 (nello stesso anno nasce il Partito Socialista Italiano) dai due esponenti socialisti Guido Podrecca e Gabriele Galantara, nei primi anni di vita si concentrò sulla satira contro il governo Giolitti. Fu nei primi anni del '900 che avvenne la svolta anticlericale del settimanale, dovuta all'ingresso nella vita politica da parte dei movimenti Cattolici. Le pungenti vignette su preti e vescovi, sul pontefice e i cardinali intenti ad ingrassarsi e ad opprimere il popolo italiano porteranno a diverse sospensioni decise dalla censura. Dopo la sospensione dovuta alla Grande Guerra, il giornale riprende le pubblicazioni nel 1921, avendo perso molti dei lettori d'anteguerra per le posizioni interventiste. Podrecca passerà al Fascismo, mentre il giornale, tenuto in vita dal solo Galantara, sarà chiuso nel 1925, anno delle "Leggi fascistissime".

E'naturalmente la religione ebraica quella maggiormente colpita a partire dall'ascesa nel nazismo in Germania. La pubblicazione di riferimento del partito per quanto riguarda la satira illustrata è senza dubbio Der Sturmer. Nato nel 1923 e sospeso appena dopo il "putsch" di Monaco, il periodico nazista riprende le pubblicazioni nel 1925 dedicandosi totalmente alla propaganda anti-giudaica. Le strisce satiriche entrano a far parte di Der Sturmer nello stesso anno, guadagnando presto un'importanza decisiva. Il direttore Streicher individuò in Fips (pseudonimo di Philipp Rupprecht) la matita ideale per colpire gli ebrei. Le sue violente vignette furono pubblicate fino al 1945, i cui caratteri erano caricature di ebrei grassi, bassi, brutti, dalla barba ispida oltre che pervertiti sessuali dal naso adunco ed occhi suini.

L'antisemitismo a fumetti fece la sua comparsa anche in Francia ed in Italia. A Vichy era pubblicata la rivista collaborazionista Vide, mentre i più importanti periodici erano rigidamente controllati dalle forze di occupazione. Proprio nella Francia occupata nascono le accuse di collaborazionismo a uno dei più grandi autori di fumetti del dopoguerra: si tratta di Hergé, padre di Tin Tin. Il disegnatore belga collaborava già con il quotidiano Le Soir quando l'occupazione nazista impose a tutti i giornali l'impego di personale di provata fede collaborazionista. L'opera più contestata è del 1942, in pieno regime di Vichy. Si tratta dell'avventura di Tin Tin dal titolo La stella misteriosa. In una delle tavole appaiono due commercianti dai marcati tratti semiti intenti ad approfittare di una prossima apocalisse invocata dal profeta Philippulus. Anche la figura del banchiere americano Blumenstein richiama direttamente l'origine ebraica del personaggio.

In Italia la produzione fumettistica, già allineata al regime fascista, subisce dopo le leggi del 1938 una netta svolta antisemita. Un esempio chiaro si ritrova nella serie delle avventure di Dick Fulmine, personaggio nato quell'anno dalla matita di Vincenzo Baggioli e Carlo Cossio. Il protagonista, immaginario giustiziere italo-americano muscoloso e mascelluto un po' Mussolini un po' Gary Cooper e un po' Primo Carnera, annovera tra i nemici ricorrenti il "sordido ebreo Arturo Levi". In quel periodo, le figure degli ebrei malvagi e cospiratori saranno ricorrenti in diverse strisce e vignette, tra cui il famosissimo Signor Bonaventura di Sergio Tofano. 

Negli Stati Uniti del dopoguerra e della Guerra Fredda la satira religiosa è dominata dall'opera del protestante oltranzista Jack T. Chick, fondatore dell'omonima casa editrice Chick Publications. Californiano, cresciuto artisticamente nel clima della "caccia alle streghe" del maccartismo e dalla voce del predicatore più famoso d'America, Charles E. Fuller. Fu corrispondente in Asia per "Voice of America" e dalla propaganda filocomunista dei maoisti trasse l'idea della forza dell'illustrazione a scopo evangelico. I nemici di Chick e degli autori raggruppati nella casa editrice da lui fondata, sono soprattutto la Chiesa Cattolica Romana, colpevole di corruzione e apostasia, così come la religione ebraica. Ma anche la musica rock, figlia del demonio e la religione islamica. A quest'ultima è dedicato un pamphlet a fumetti dall'eloquente titolo Maometto non ha figli, edito nel 1994. 

È figlia dell'11 settembre 2001 l'opera a fumetti Sacro Terrore, creata da uno dei più importanti fumettisti della Marvel Comics, Frank Miller. Inizialmente pensata come avventura di Batman, fu rifiutata dalla casa editrice in quanto troppo redicale e tagliente. Sarà pubblicata nel settembre 2011, nel decennale dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle dall'editore indipendente Legendary Comics. Il protagonista, Fixer, è un eroe ombroso e ambiguo ma dipinto senza dubbi come "giusto" nella lotta senza quartiere al fondamentalismo islamico radicato nella comunità musulmana, serbatoio del terrore e dell'odio religioso. L'opera comunica in sostanza l'essenza del "giusto" come difesa estrema delle conquiste morali, politiche e sociali dell'Occidente divenuto debole contro un nemico spietato e oscurantista.

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