Masakazu Katsura 2
Fumetti

Masakazu Katsura: intervista all'autore di Video Girl Ai

Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte a uno dei più grandi sensei del fumetto. Ancora più raro è avere la possibilità di chiacchierare con l’autore di uno dei manga più amati di sempre. E' stato un onore e un privilegio intervistare Masakazu Katsura, ospite di punta della Star Comics alla fiera del fumetto di Lucca 2014.

Mastro Katsura, grazie per il tempo che ci sta dedicando, vorrei dirle che in Italia abbiamo letto Video Girl Ai e tutte le persone che l'hanno letto avrebbero voluto essere qui con me per dirle grazie.

Le sue opere sono state serializzare ai tempi di Dragon Ball e Slam Dunk e a quelli di Naruto e One Piece. Cosa è cambiato in questi anni nel mondo del fumetto?

“Domanda molto difficile. Non ci ho mai pensato profondamente.

Quando scrivevo su Shōnen Jump, ai tempi di Video Girl Ai, c’erano tanti titoli di grande successo tra i quali spiccavano sicuramente Dragon Ball e Slam Dunk. Non erano gli unici, c’erano tanti fumetti molto popolari, ma sicuramente questi erano i più amati in assoluto.

I bambini che ai tempi leggevano questi titoli nel frattempo sono cresciuti e oggi sono gli autori di Naruto, One Piece e tanti altri successi. Questo cambio generazionale, a cui ho assistito durante la mia carriera, è sicuramente quello che sento di più”

Qual è la sua opera a cui è più affezionato?

“Sicuramente la mia prima opera da professionista, Wingman. Ero molto giovane all’epoca, si trattava del mio debutto. L’opera non è matura e completa, ma è il mio primo lavoro importante e ci sono molto affezionato.

Ovviamente devo anche citare Video Girl Ai, perché mi ha portato al successo in tutto il mondo e tantissime persone mi seguono grazie a quel fumetto.”


 

Quale fra i suoi personaggi non vorrebbe mai incontrare?

“Sono così tanti i personaggi che ho disegnato che mi serve un po’ di tempo per ricordarli tutti. Per esempio, i personaggi femminili che disegno, inclusa Ai, nella vita reale non sono i tipi di ragazze che mi possono interessare.

Se però devo scegliere un personaggio che proprio non vorrei incontrare allora dico Haitani di Zetman. Non sai mai cosa pensa veramente e per questo potrebbe ingannarmi senza che io possa rendermene conto.”

Ho letto che non segue molti manga per mantenere le sue idee originali e non farsi influenzare dalle opere degli altri. Al contrario ama molto i film e i telefilm. Da quali opere ha tratto ispirazione?

“Sarebbe molto nobile questa motivazione ma in realtà non è proprio così. Non leggo manga perchè non ho tempo per farlo, semplicemente. Per i film e i telefilm invece mi ritaglio un po' di tempo.

Le opere che mi hanno ispirato di più sono i film degli anni 80, all’epoca avevo 20 anni. Ho visto tantissimi film in quel periodo, trattavano tanti argomenti diversi e sicuramente hanno ispirato e influenzato la mia carriera.

A quei tempi i film e telefilm giapponesi non erano al livello di quelli di Hollywood, per questo mi piacevano molto le produzioni americane.”

E’ famosa la sua passione per Batman, ci dobbiamo aspettare una sua apparizione anche in Zetman?

- il maestro ride -

“Sicuramente questa volta non si potrà fare”

Quale episodio di Batman è il suo preferito?

“Il primo Batman è l’unico che preferisco. Quello del 1989 diretto da Tim Burton”

 

Dalla prima pubblicazione di Zetman come racconto breve alla serializzazione è passato tanto tempo, ci racconta come è andata?

“E’ una storia molto lunga…

Nel 1989 è uscito Batman e sono rimasto molto impressionato. Era un eroe completamente diverso da quello che ero abituato a vedere, un eroe oscuro, in Giappone non esisteva niente del genere. Sono rimasto così colpito che mi ha ispirato durante la stesura del racconto breve di Zetman.

Fin dal mio esordio inoltre avevo in mente di scrivere un opera incentrata sui drammi di due personaggi di diversa estrazione, messi a confronto fra loro in combattimento. Così è nata l’idea per la serie che poi sarebbe diventata Zetman.

Molti anni dopo il racconto breve, mi sono trovato nella situazione ideale per iniziare la serie. Ho cambiato la rivista per cui scrivo (da Weekly Shonen Jump a Weekly Young Jump) e mi sono trovato di fronte al pubblico ideale per quello che avevo in mente. L’idea era adatta a tantissime declinazioni che altri autori avrebbero potuto disegnare, mettendo a confronto due personaggi in diversi contesti. Io ho deciso di declinare l’idea utilizzando degli eroi.

Avevo già lavorato a Zetman e a questo punto ho pensato di utilizzarlo come base per costruire la mia storia. Insomma il racconto breve e la serie hanno lo stesso nome e gli stessi disegni solo per un tema molto pratico. Sono stato troppo pigro per crearne di nuovi!"

Ha qualche rituale per superare un blocco creativo?

“Guardo film, telefilm e mi faccio un bagno”

Ha suggerito agli aspiranti mangaka di uscire, divertirsi e fare esperienze per trovare ispirazione. Qual è l’esperienza che più l'ha ispirato?

“E’ vero, trovo sia molto importante uscire e fare più esperienze possibile per avere materiale da raccontare nei fumetti. In realtà però non amo molto uscire e quindi non seguo il mio stesso consiglio.

Alla fine degli anni ‘80 però durante il boom economico del Giappone uscivo moltissimo e ho fatto tante esperienze che poi ho utilizzato moltissimo per i miei lavori.”

Quale manga di altri autori avrebbe voluto disegnare?

“Questa è una cosa a cui non ho mai pensato. Ogni fumettista ha il suo stile, mi è capitato di apprezzare un fumetto di un mio collega ma non ho mai pensato di volerlo disegnare io.

Invece mi è successo con qualche film, quando incontravo storie particolarmente belle, mi è capitato di pensare, perché non è venuta a me quell’idea?!”

 
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