Fumetti

'Il ladro di libri': nella Parigi ribelle degli anni Cinquanta

Da Tota e Van Hove una storia di gioventù e trasgressione culturale

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Serena Di Virgilio

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“Il ladro di libri” è un romanzo a fumetti di Alessandro Tota, italiano trapiantato in Francia, e del francese Pierre Van Hove, pubblicato in Italia da Coconino Press.

Dopo l'indagine storica e personale di “Palacinche”, Tota torna a raccontare storie di giovani disadattati e più o meno ribelli, lasciando stavolta i disegni all'amico Van Hove. Rispetto ai suoi precedenti “Yeti” e “Fratelli”, in cui tempi e luoghi coincidevano con il vissuto dell'autore, “Il ladro di libri” pone in mezzo la distanza dell'ambientazione nella Parigi degli anni Cinquanta.

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Daniel Brodin è nella capitale per laurearsi, ma le gare di poesia, le performance lettriste e le bevute in compagnia di giovani provocatori e belle ragazze sono più interessanti. Desideroso dell'approvazione dei suoi nuovi amici, Daniel cerca di mettersi in mostra millantando, rubando libri e poesie e facendosi coinvolgere in gesti di varia, eccitante criminalità.

Il protagonista ci racconta le vicende in prima persona, mettendoci a parte dei suoi entusiasmi, delle sue effimere fascinazioni e delle sue paranoie, mentre verso il mondo mantiene un'espressione quasi impassibile.
Insensibile tanto al potere della borghesia quanto all'impegno comunista, alla fine il personaggio a cui resta più legato è Jean-Michel, un uomo grosso, rozzo e violento che sembra portargli via tutto quello che ha ottenuto, coinvolgendolo però in un'avventura degna di un romanzo. E Daniel, sempre pronto a lasciarsi dietro infatuazioni, legami e promesse, coglie l'occasione con un brivido di ebbrezza.

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Il ladro di libri è una storia che si basa sull'equilibrio tra finzione e verosimiglianza ed è piena di stimoli e riferimenti culturali eminentemente francesi, e non solo degli anni Cinquanta. Ad esempio, è difficile leggere le ultime pagine del libro e non pensare a “La grande illusione” di Renoir.
Van Hove fa un bel lavoro sui personaggi, numerosi ma riconoscibili ed espressivi, vicini all'estetica di Tota disegnatore ma dotati di un'identità propria e ben distinta. Altrettanto interessanti sono gli ambienti e le atmosfere: le stradine e il lungofiume di Parigi, l'illuminazione notturna, ma sopratutto i bar fumosi e affollati, le librerie piene di volumi, gli interni domestici.

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“Il ladro di libri” è un volume brossurato di 176 pagine in bianco e nero. È pubblicato da Coconino Press che lo propone a 17,50 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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