Fumetti Marvel: 10 cose che solo un vero fan può sapere

Dieci fatti strani e degni di nota sulla casa editrice più famosa del mondo 

Giulio Passerini

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-Stan Lee amava fare sortite improvvise in redazione. In una di queste occasioni gli cadde l’occhio sulle ultime tavole di Iron Man e si accorse che l’elmetto dell’eroe era così piatto che il naso di Tony Stark non avrebbe avuto spazio. “Non dovrebbe avere il naso?”, chiese a Thomas, supervisore del fumetto. Nel decennio che era passato dalla sua creazione Iron Man non aveva mai avuto il naso. Ma Lee era il capo e così anche Iron-man ebbe il suo naso.

-Elektra è stata creata da Frank Miller sul modello di Lisa Lyon, body-builder professionista già musa di Robert Mapplethorpe .

-Quando i disegnatori di X-Men decisero che Fenice doveva morire, arrivarono tante di quelle minacce di morte che furono costretti ad avvisare l’FBI. Poi, stanchi di ripetere ai fan che non sarebbe mai tornata in vita, cominciarono a indossare alle convention una maglietta con su scritto “è morta e resterà morta”.  Quando invece morì Howard The Duck, un pazzo mandò dal Canada la carcassa di un papero con un biglietto che diceva: “assassini! come avete fatto a uccidere questo papero”.

-Nel 1966 gli albi della Marvel avevano ormai un tale successo che i vertici dell’azienda decisero di spostare gli uffici della redazione nella più prestigiosa Madison Avenue. Ma l’indirizzo per ricevere la posta rimase quello della redazione precedente per depistare i fan che cercavano di aggirare la security per conoscere i propri beniamini. Per lo stesso motivo Stan Lee aveva smesso di usare l’ascensore per paura di trovarsi intrappolato con qualche fumettaro dalle rotelle non proprio a posto.

-Nel 1967 Pantera Nera fu il primo supereroe di colore a raggiungere il pubblico di massa. Il suo vero nome era T’Challa e impersonava un principe africano a capo della nazione fittizia del Wakanda. L’assonanza del suo nome col gruppo politico creò non pochi grattacapi alle dirigenze dell’azienda.

-Negli albi della Marvel c’è stato il primo bacio gay della storia dei fumetti (su X-Factor, nel 2009) e il primo matrimonio omosessuale fra supereroi (su X-Men, nel 2012).

-Quando Brunner ed Englehart, autori del fumetto Dottor Strange, riuscirono a infilare in una loro storia Dio in persona, il loro supervisore non la prese affatto bene. Ricevettero una strigliata e fu loro imposto di ritrattare tutto nell’episodio successivo. Nessun Dio doveva comparire su un albo Marvel, in nessuna forma: non si poteva rischiare di urtare nessuna confessione. I due allora elaborarono un piano. Englehart scrisse una lettera di elogio dalla sua vacanza in Texas fingendosi un prete riconoscente per la fiamma teologica che il fumetto era stato in grado di ravvivare nel cuore dei suoi fedeli più giovani. Il supervisore lesse la lettera, disse a Brunner di pubblicarla nella pagina dedicata alla posta dei lettori e lasciò che i due continuassero la storia secondo le loro intenzioni.

-Negli anni ‘70 la proposta di un serial con protagonista la Torcia Umana venne respinta dalla CBS con la motivazione che avrebbe potuto spingere i bambini a darsi fuoco.

-Nel 1977 la Marvel mise in produzione un fumetto dedicato ai Kiss. Alla vigilia della stampa, il gruppo andò in tipografia per mescolare il proprio sangue all’inchiostro che avrebbe dato vita alle loro avventure a fumetti. Tuttavia che quell’inchiostro fu poi usato erroneamente per una tiratura di Sports Illustrated. Ad ogni modo il fumetto andò a ruba, tanto che si pensò per qualche tempo a dedicarne uno postumo ai Beatles.

-Stan Lee adora il mondo del cinema e ha fatto la sua comparsa in pellicole di ogni genere. Persino in Pretty Princess dove interpreta uno degli invitati al matrimonio della principessa Mia.

@giuliopasserini

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