L'Eroe II: il mito a fumetti è servito

David Rubín conclude la sua rivisitazione del mito di Ercole, consegnandoci un'opera spettacolare e coinvolgente che mischia felicemente vecchio e nuovo, sentimento e azione, fumetto d'autore, supereroi e manga

Dettaglio da una tavola de L'Eroe II – Credits: David Rubín/Astiberri/Tunué

Nicola D'Agostino

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"Non puoi sfuggire al destino, Eracle... presto o tardi ti travolge". È la promessa che la dea Era fa al figlio illegittimo di Zeus verso la fine del primo volume de "L'Eroe" di David Rubín, pubblicato in Italia alla fine del 2011 . A distanza di due anni (per un totale di quattro di lavoro) arriva il secondo tomo , sempre edito da Tunué, con cui l'autore spagnolo prosegue e conclude il suo ambizioso adattamento in chiave moderna del mito di Ercole

All'inizio de "L'Eroe 2" ritroviamo Ercole/Eracle innamorato di Megara, pronto a sposarsi e mettere su famiglia. Ma la madre degli dei, nella sua sete di vendetta, con un inganno lo fa precipitare negli abissi più bui, da cui impiegherà buona parte delle trecento pagine del volume per risalire e riprendere fiducia in sé stesso e nel proprio ruolo.

In questo secondo libro (che porta il totale complessivo delle pagine a seicento) assistiamo a ulteriori fatiche del semidio, dal furto dei buoi di Gerione all'incontro con Prometeo, dalla spedizione negli Inferi sino al confronto finale con Era. 

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Rubín rielabora liberamente l'impianto mitologico originario. Disegna robot giganti che non sfigurerebbero in un anime nipponico, ritrae Atlante come un sysadmin che regge il peso delle emozioni del mondo, trasforma lo scontro con Meleagro in una lotta di lucha libre, e quello con Teseo in una partita alla console con tanto di simboli in sovrimpressione ispirati a quelli dalla PlayStation, ci mostra Hermes come l'autista di un bolide rosso, o ancora raffigura Cerbero come un adorabile carlino.

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Il tono della storia è però molto cupo: i momenti di felicità di Ercole sono fugaci (o illusori) e la spensieratezza del primo volume lascia spazio a molta più introspezione e a diverse riflessioni sul fato come anche critiche più o meno velate alla società. 

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Dal punto di vista grafico "L'Eroe 2" mantiene gli elementi metafumettistici e resta all'insegna della contaminazione grafica e narrativa, per ammissione stessa dell'autore . "Io leggo fumetti europei, americani, manga, e alla fine mescolo tutto. E come lettore non ho problemi a combinare diverse culture fumettistiche e tantomeno ho problemi come autore a combiare il tutto nelle tavole." 

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Le pagine sono una lettura esaltante e piacevolissima in cui l'autore fonde magistralmente stili occidentali e orientali, mitologia e superomismo, azione a tutto campo e romanticismo, dramma e satira e evolve di pari passo il personaggio e il proprio stile.

Merita una menzione particolare l'uso del colore, uno dei punti di forza de L'Eroe e "parte della narrazione" stessa. Per Rubín "il colore è uno strumento narrativo, allo stesso modo dello storytelling o del testo". 

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I vari rossi sfumati, fucsia intensi, verdi acidi, gialli luminosi e blu spenti, hanno una miriade di ruoli importantissimi e tutt'altro che secondari, dall'impostare l'atmosfera a caratterizzare i personaggi sino a facilitare la lettura di sequenze serrate dal montaggio incrociato.

"L'Eroe II" è un volume a fumetti brossurato di 288 pagine a colori. È edito in Italia da Tunué e proposto a un prezzo di copertina di 24 Euro. È disponibile un'edizione limitata con cofanetto, con entrambi i volumi o senza il primo tomo .

Nota: tutte le immagini sono copyright David Rubín/Astiberri/Tunué.

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