‘Sputa tre volte’ di Davide Reviati
Fumetti

‘Sputa tre volte’ di Davide Reviati

Un romanzo-fiume onirico e amaro su amicizia, intolleranza e alienazione

“Sputa tre volte” è un bel romanzo a fumetti di Davide Reviati, pubblicato da Coconino Press, in cui si costruisce un ritratto crudo e poetico della vita negli ultimi decenni del secolo scorso in una periferia della Bassa Romagna, tra la città e la campagna.
Nel precedente “Morti di sonno” Reviati aveva descritto un villaggio nei pressi di un impianto industriale attraverso gli occhi del figlio di un operaio. In “Sputa tre volte” fa un discorso simile, ma aggiungendovi voci e temi. La struttura episodica e il consistente numero di pagine consentono all'autore sia di approfondire che di accennare a tanti pensieri.

Il punto di vista principale è quello di Guido, che racconta episodi, sogni e dicerie della sua infanzia, passata a giocare tra frutteti e campi arati, e della sua inquieta adolescenza. Si parla di amicizia, di famiglia, di crescita e della progressiva scoperta di un mondo adulto spesso incomprensibile e alieno, in cui si ha poca voglia di inserirsi.
Immancabile in ogni storia è la presenza dell'amico Moreno detto Grisù: spavaldo e impertinente, compagno di giochi e poi di bevute e bravate. Il rapporto tra i due è stretto ma anche complicato. Il cameratismo si mescola all'egoismo, l'affetto all'invidia, e alla fine nessuno fa poi troppo bene all'altro.

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Complessa e anche difficile è la relazione con gli Stančič, famiglia di sinti, ex nomadi, che vive ai margini del paese. Guido li ricorda evitati, derisi, insultati, ritenuti colpevoli di qualsiasi malefatta dagli italiani. La loro rabbia nell'essere disprezzati non è accettata, e la solidarietà nei loro confronti è poca e venata di un forte senso di superiorità. I momenti in cui si potrebbe riconoscere loro umanità e dignità si dissolvono nell'indifferenza e nella paura di sporcarsi ad essere accomunati a loro. Guido ne parla con consapevolezza, ma non si è comportato meglio e forse, oggi, questo gli pesa.

A fare da contraltare al giovane protagonista c'è quindi un sinti, che si inserisce nel racconto poco per volta, a cui Reviati fa raccontare la propria versione di certi ricordi di Guido e che lo richiama all'ordine quando abbellisce o divaga. Lucido, deciso ed eloquente laddove gli Stančič parlano poco e in un italiano grezzo (rappresentato da un lettering poco o per niente leggibile), quest'uomo appare come una versione idealizzata, matura e consapevole di un membro della famiglia. Fa da portavoce del proprio popolo, come nel capitolo che contrappone la memoria della persecuzione degli zingari alla banalità della storia nei libri di scuola. Ma a Reviati non sfugge che questo sinti sia scritto e disegnato da un italiano, e fa dire alla matrona “L'istoria la fate voi! Voi la scrivete!”.

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Tra gli Stančič si distingue Loretta, unica figlia, figura tragica e muta. Donna e zingara, su di lei vengono riversati i sentimenti contraddittori e i peggiori comportamenti degli altri, mentre i suoi, non compresi, vengono bollati come folli.
In appendice al libro c'è la storia di un'altra donna: Papusza, rom polacca che non solo sapeva leggere e scrivere ma componeva poesie. Nel secondo dopoguerra uno studioso la “scoprì” e pubblicò i suoi versi, esponendola alle ire tanto della sua gente che del regime sovietico.

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Reviati è un disegnatore che dà un'estrema importanza alla linea. Ognuna delle sue immagini è composta da un laborioso, dinamico e ben visibile accumularsi di segni, che lascia il bianco del foglio accecante come un sole estivo.
Laddove gli occasionali ritratti sono molto descrittivi, i personaggi sono spesso stilizzati in forme tipiche dell'autore, con i ragazzini graziosi e pieni di vita e gli adolescenti morbidamente sensuali. Grisù in particolare è rappresentato bello, con i capelli biondi che gli incorniciano il viso e le labbra carnose, mentre gli Stančič hanno il volto angoloso e scavato, un groviglio per capelli e gli occhi sprofondati nell'ombra.

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“Sputa tre volte” di Davide Reviati è un volume brossurato di 560 pagine in bianco e nero. È pubblicato da Coconino Press che lo propone a 25 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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