‘Quasi signorina’ di Cristina Portolano
Fumetti

‘Quasi signorina’ di Cristina Portolano

Un'infanzia passata a giocare, disegnare e cercare una propria identità

“Quasi signorina” di Cristina Portolano, pubblicato da Topipittori, è un romanzo a fumetti autobiografico che racconta l'infanzia e il passaggio all'adolescenza dell'autrice.

Nata a Napoli negli anni Ottanta, la piccola Cristina cresce all'interno di una famiglia allargata. Il televisore le riversa in casa fantasie e realtà, dalle canzoni dello show Drive In ai balletti di Non è la RAI, dallo scudetto con Maradona alla strage di Capaci. Nonni e genitori la portano per mano in una città ampia e labirintica, con case incastonate le une nelle altre e negozi interessanti dove comprare giornali e fumetti. D'estate poi si scappa tutti in vacanza in Romagna, a respirare un'aria diversa.

Dopo un primo periodo di relativa tranquillità, la bambina si scontra con l'ambiente apertamente ostile dell'asilo, con compagni prepotenti e suore bigotte e manesche. Inizia una presa di coscienza, e la costruzione di un carattere meno aperto e fiducioso ma capace di riconoscere le prevaricazioni e di opporvisi.

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Portolano rappresenta in “Quasi signorina” una vita normale e tutto sommato serena, ma anche le pressioni sistematiche e diffuse che vi si insinuano. In particolare, le aspettative degli altri sulla sua femminilità non le appartengono, ma si riflettono negativamente su di lei creandole problemi che fa fatica ad accettare.
Gli adulti pretendono che, ancora bambina, si esprima e appaia in modo piacevole e attraente, anche se i vestitini prudono, i capelli lunghi non le piacciono e quello che le interessa davvero non è essere ammirata ma giocare e disegnare.

Bambini e ragazzini maschi le si impongono in maniera apertamente sessuale, mentre lei di sesso non sa nulla. ‘Diventare signorina’ è un destino confuso, ineluttabile e indesiderabile. Il sangue delle prime mestruazioni porta con sé un fardello che nessuno l'ha preparata a prendersi sulle spalle se non dicerie, canzonature e dettami tanto angoscianti quanto incomprensibili.

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Proprio quando la crescita diventa difficile, il disegno è non solo mezzo di espressione e valvola di sfogo, ma diventa parte dell'identità, permettendo alla piccola Cristina di distinguersi agli occhi degli altri e di raccontare il suo mondo, in un percorso di continuità che arriva fino a questo libro.

In “Quasi signorina”, luoghi, volti e corpi sono espressivi e pieni di personalità, ma non belli né armoniosi, spesso un po' rigidi nel loro far riferimento a foto. È evidente che quello che interessa all'autrice non è imbellettare il reale, ma coinvolgere il lettore e metterlo sullo stesso piano dei personaggi, creando un nesso di empatia verso un'esperienza molto comune, ma ancora poco raccontata.

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“Quasi signorina” di Cristina Portolano è un volume brossurato di 160 pagine in bicromia. È pubblicato da Topipittori che lo propone a 16 Euro.

Si ringrazia Nicola D'Agostino per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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