25 cose da sapere su Charles Schulz, il creatore di Snoopy e Charlie Brown

Tutto quello che avete sempre voluto sapere su Charles Schulz adesso è in una dettagliatissima e sorprendente biografia: la storia di un uomo infelice che ha reso felici milioni di persone in tutto il mondo

Giulio Passerini

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Charles Schulz è stato senza alcun dubbio il fumettista più famoso di tutti i tempi. Lo scrittore David Michaelis gli ha dedicato una biografia dettagliatissima che gli è costata più di sette anni di lavoro, intitolata Schulz e i Peanuts, la vita e l’arte del creatore di Snoopy, Charlie Brwon & co. , ora pubblicata da Tunuè. 

Contrariamente a quanto si possa immaginare, Schulz non è stato un uomo felice. Nonostante il successo planetario, una grande famiglia, e molto affetto, per tutta la vita si sentì invisibile e solo, fermamente convinto che a nessuno importasse di lui.

Certo, la sua famiglia d’origine non lo aiutò. Dai parenti norvegesi della madre ereditò il senso dell’umorismo macabro e fatalista, dal ramo paterno venne invece la condanna di ogni aspirazione all’eccellenza o all’individualismo. Niente libri in casa Schulz, niente cinema, niente musica e soprattutto niente fumetti. Raggiungere una dignitosa medietà era la missione che ogni Schulz che si rispettasse avrebbe dovuto portare a compimento nel breve tempo che ci viene concesso su questa terra.

Ma Charles aveva altri piani. Negli anni ‘30 gli autori delle strisce a fumetti occupavano nello star system una posizione non molto lontana per fama e guadagni da quella degli attori cinematografici o degli inventori. Diventare uno di loro era quello che il giovane Schulz aveva sempre desiderato.

Quella raccontata da Michaelis è la storia di un uomo piccolo piccolo che voleva diventare grande e che con estrema tenacia e straordinario talento è riuscito nei suoi scopi. Ecco 25 cose notevoli da sapere su di lui.

1.La striscia dei Peanuts è andata avanti giornalmente  per 50 anni. È stata tradotta in più di 20 lingue e pubblicata in una settantina di nazioni.

2.I fumetti di Schulz sono apparsi in Italia per la prima volta sulla rivista Linus per volere dei suoi numi tutelari: Elio Vittorini, Giovanni Gandini, Oreste del Buono e Umberto Eco.

3.“Peanuts” alla lettera vuol dire “noccioline” ma può anche significare “piccoli incidenti”, “quisquilie” o “sciocchezzuole”. Qualcosa di molto simile alle celebri Nugae di Catullo. Schulz odiò sempre quel nome.

4.Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald era uno dei libri preferiti di Schulz, così come Quarto potere di Orson Welles era uno dei suoi film preferiti (lo vide circa quaranta volte).

5.Schulz è stato l’unico a scrivere, disegnare, inchiostrare e calligrafare ognuna delle 17.897 strisce dei Peanuts.

6.Schulz era timidissimo. Quando giunto all’apice del successo un giornalista gli domandò “Si sente disponibile a mostrarsi al mondo intero?”, lui rispose: “Sì, ma non voglio che loro mi vedano”.

7.Schulz era completamente astemio, aveva una paura matta di perdere il controllo.

8.Il suo soprannome, Sparky, ebbe origine da un personaggio dei fumetti degli anni ‘30, un ronzino che non vinceva mai una gara.

9.Proprio come Charlie Brown, il suo posto preferito da bambino era la bottega di barbiere del suo papà.

10.Per creare Snoopy, Schulz si ispirò per il carattere al boston bull terrier che la sua famiglia adottò nel ‘28; per l’aspetto a Spike, il bracchetto astuto e sanguinario che fece la sua comparsa nel giardino degli Schulz verso il ’37; per il nome, al desiderio che sua madre espresse sul letto di morte: “se mai avremo un altro cane, dovremmo chiamarlo Snupi” (che in norvegese è un termine che indica tenerezza).

11.Schulz pubblicò la sua prima striscia a 14 anni, apparve su circa 300 quotidiani e la videro milioni di persone. Ma prima di riuscire a pubblicarne un’altra dovette passare un bel po’ d itempo.

12.Il primo nome della striscia fu Li’l Folks, ma presto venne cambiato per questioni di copyright.

13.Prima dei trent’anni, Charles Schulz conobbe ben tre persone che si chiamavano Charlie Brown. Uno di loro, con problemi psichici aggravati da una grave dipendenza dall’alcol, cominciò a credere di essere il vero Charlie Brown. Tentò il suicidio in più occasioni, ma quando provò a impiccarsi il nodo del cappio si sciolse, e quando tentò di asfissiarsi in garage con i gas di scarico dell’auto scoprì di non avere abbastanza benzina, in puro stile Charlie Brown.

14.Nel 1940 Schulz scrisse una lettera di presentazione a un certo signor Walt Disney, Burbank, California, per chiedere un lavoro. Sfortunatamente (per Walt Disney) venne rifiutato. Quando anni dopo fu proprio la Disney a offrirgli un lavoro, ma fu lui a rifiutare.

15.Nel 1948 Schulz si convertì al cristianesimo, diventando uno dei membri più attivi della sua congregazione. Promosse persino iniziative di evangelizzazione agli angoli delle strade per annunciare la rivelazione del Cristo ai non credenti.

16.La famosa “ragazzina dai capelli rossi” è stata la prima fiamma di Charles Schulz. Si chiamava Donna Johnson ma la sua identità rimase sconosciuta fino al 1990. Anche la sua prima moglie, Joyce, aveva i capelli rossi. Appena sposati, diretti in luna di miele, Schulz le disse: “Non credo che sarò mai felice”. Era un romanticone.

17.Una volta Joyce morse una bambina dell’asilo, amica della sua figlioletta più piccola, per insegnarle che i morsi facevano male. Gli Schulz erano dei puericultori di rango.

18.Linus era il personaggio che Schulz amava di più disegnare, soprattutto per i suoi capelli. Prese il nome da un suo collega dell’Art Istitute, il cognome -Van Pelt- dai suoi vicini di casa.

19.Con la striscia dei Peanuts per la prima volta la parola “depresso” diventa socialmente accettabile.

20.Una ricerca scientifica del 2004 ha dimostrato che la famosa battuta dei Peanuts “La felicità è un cucciolo caldo” è scientificamente provata: giocare con un cucciolo di cane accresce il livello di ormoni di ossitocina e fenialetiamina, responsabili della felicità. Sei anni dopo John Lennon avrebbe replicato a “Happiness is a warm puppy” con la canzone “Happiness is a warm gun” inserite nel White Album dei Beatles.

21.Nel 1965 una donna venne a trovare Schulz a casa lamentandosi per il fatto che il Grande Cocomero era sacrilego e sviava i giovani.

22.Nel 1967 Ronald Reagan, neoeletto governatore della California, proclamò che il 24 maggio venisse festeggiato il “Charles Schulz day”.

23.Durante la guerra del Vietnam, l’immagine di Snoopy fu dipinta dai soldati sugli aerei da caccia e sui missili aria-aria Sidewinder come portafortuna.

24.Il tastierista dei Grateful Dead, celebre gruppo di rock psichedelico, volle farsi chiamare Pig-Pen, come il più sciatto dei personaggi dei Peanuts.  

25.Durante la missione lunare Apollo 10 due dei moduli spaziali vennero chiamati Charlie e Snoopy. Snoopy, comunque, aveva già raggiunto la luna quattro mesi prima, a bordo della penna del suo creatore.

@giuliopasserini

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