Fumetti

Bonvi: a 20 anni dalla morte

Per ricordare il fumettista autore di Sturmtruppen e Nick Carter

bonvi sturmtruppen

Nicola D'Agostino

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Il ventesimo anniversario della morte del fumettista emiliano Bonvi è occasione per rileggere la sua opera, anche con una mostra a Bologna, per riscoprire la collaborazione con Francesco Guccini e l'input di Umberto Eco alle “Sturmtruppen”, ma anche per ricordare l'uomo attraverso le parole di chi l'ha conosciuto e ci ha lavorato, come Silver, Guido De Maria, Massimo Bonfatti e Alfredo Castelli.

Chi è Bonvi

Scomparso prematuramente per un incidente stradale nel dicembre del 1995, a soli 54 anni, Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, meglio conosciuto come Bonvi, è uno degli autori di fumetto italiani più noti nel nostro Paese e all'estero.
Prolifico e vulcanico, dotato di un tratto caricaturale e una notevole verve dissacratoria, Bonvi è il creatore della celebre striscia satirica “Sturmtruppen”, coautore per la TV dell'investigatore “Nick Carter”, ideatore di “Cattivik”, parodia di “Diabolik”, nonché autore di tanti altri fumetti di carattere storico, di fantascienza e horror.

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La mostra a Bologna

Il prossimo 15 dicembre presso la piazza coperta della Biblioteca Salaborsa di Bologna s'inaugura la mostra “Incubi alla bolognese”.
Curata da Claudio Varetto e da Sofia Bonvicini, figlia di Bonvi, e sostenuta dal festival BilBOlBul, presenterà al pubblico un aspetto meno noto della produzione del cartoonist modenese, ovvero i racconti brevi. Si tratta di storie a fumetti apparse alla fine degli anni Sessanta sulla rivista Offside, su cui pubblicava anche Crepax, che contengono il caratteristico mix di umorismo, immaginazione, surrealismo e amarezza che rende unico Bonvi.

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Le Sturmtruppen

Nel 1968 Bonvi partecipa ad un concorso indetto dal quotidiano Paese Sera per il quarto Salone dei Comics di Lucca. Vince presentando una striscia comica che diventa la sua creazione più nota, tradotta e pubblicata in tutto il mondo. Si tratta di “Sturmtruppen”, spassosa satira che sbeffeggia la guerra, l'arroganza del potere e la stupidità dell'uomo.
Le vicende di “Sturmtruppen” sono alimentate dalla passione di Bonvi per divise, armi e veicoli militari e narrano le peripezie di uno sgangherato esercito che parla in “tedeschese”, è impegnato in una guerra senza fine, contro un nemico che non si vede mai.

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Nick Carter e i fumetti in TV

Nel 1972 su RAI 2 iniziano le trasmissioni di Gulp!, che porta letteralmente i fumetti in TV tramite animazioni, sia d'importazione che di produzione italiana. La realizzazione del programma, che ebbe un grande successo, è di Guido De Maria e di Bonvi, che per il programma creano un nuovo personaggio, Nick Carter, poi presentatore “virtuale” della trasmissione seguente, Supergulp!.
Pubblicato in seguito anche su carta, Nick Carter è un investigatore privato, impegnato a risolvere, insieme ai collaboratori Ten e Patsy, gialli intricati dietro cui spesso ci cela il malvagio trasformista Stanislao Moulinsky.

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Bonvi e Guccini

Nel 1956, nella natia Modena, un giovanissimo Bonvi conosce l'altrettanto giovane e sconosciuto Francesco Guccini, del quale diviene prima grande amico e poi collaboratore. Guccini non solo lo presenta a Guido De Maria, ma ci lavora insieme alle pubblicità di Carosello e su alcuni fumetti.
Nel 1970, su testi del cantautore, Bonvi realizza le storie fantascientifiche “Storie dello spazio profondo”, che secondo alcuni anticipano di un decennio situazioni e atmosfere di Star Wars.
Guccini ha dedicato a Bonvi la canzone “Lettera” che apre il suo album “D'amore di morte e di altre sciocchezze”, uscito pochi mesi dopo la scomparsa dell'amico.

Bonvi e Umberto Eco

La striscia 1370 delle “Sturmtruppen”, del 1973, doveva essere l'ultima. Per Bonvi le “Sturmtruppen” erano un capitolo finito. Riprese la strip solo dopo una conversazione con Umberto Eco, che apprezzava la serie. Eco gli fece notare che le “Sturmtruppen” erano sino ad allora delle barzellette, che mancava un continuum, e gli suggerì alcune tecniche.
Nel 1975 Bonvi riprese quindi le “Sturmtruppen” con slancio rinnovato, ideando nuovi personaggi come il fiero alleato Galeazzo Musolesi, e arrivò a produrre complessivamente circa seimila strip.
Bonvi si sdebitò con Eco con una lunga dedica in “sturmtruppese”, corredata dal disegno di uno dei suoi soldati con in mano un pendolo.

Il Bonvi Parken

Inaugurato nell’estate del 2011 alla presenza di eredi, amici e collaboratori storici, il Bonvi Parken è il nuovo nome della parte Nord del Parco comunale Giovanni Amendola di Modena ed è dedicato alla memoria dell'autore. All'ingresso del parco e in vari punti all'interno ci sono totem e pannelli informativo-commemorativi su Bonvi e sulle sue creazioni fumettistiche, in primis i personaggi delle “Sturmtruppen”.

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Dicono di lui

Silver, creatore di “Lupo Alberto”, allievo e collaboratore di Bonvi, al Magnus Day 2015 ha detto:
“È un grandissimo personaggio, è riuscito nell'intento della sua vita, cioè quello di essere più personaggio lui rispetto ai suoi stessi personaggi che disegnava. Una persona di grande generosità, un vero amico. Quest'anno saranno vent'anni dalla sua morte e mi manca più di quanto mi mancasse vent'anni fa. Oggi sarebbe un vecchietto con qualche anno più di me e mi piacerebbe che stessimo in qualche osteria, a raccontarcela sù e invece purtroppo non è così.”

Guido De Maria, collaboratore di Bonvi e cocreatore di “Nick Carter”, all'inaugurazione del Bonvi Parken nel 2011 ha detto:
“[Bonvi] Non era né oculato né attento, era un dissipatore di concetto: dilapidava sostanze, beni e quant'altro capitava nelle sue mani. Aveva le classiche mani forate, perché era un generoso, un uomo straordinario, di grande bontà. Insomma un talento, un genio. Un grande.”

Massimo Bonfatti, allievo e collaboratore di Bonvi, all'inaugurazioen del Bonvi Parken nel 2011 ha detto:
“Bonvi è stata senz’altro la prima rock star del fumetto italiano. Anche il suo coraggio nell’affrontare il fumetto (e la vita in generale) testimoniato dalla frase ‘ho scoperto di non saper disegnare ma di poter disegnare‘ è stata una continua fonte di ispirazione per me, fosse o no una frase veramente pronunciata da Bonvi.”

Alfredo Castelli, creatore di “Martin Mystére”, amico e collega, nel 2015 alla presentazione della mostra a Bologna ha detto:
“Solitamente etichettato come genio e sregolatezza, in realtà sul lavoro [Bonvi] era la persona più puntuale che io conoscessi. Al di là delle cose buffe che faceva, del fatto che si vestiva da nazista, […] cose inizialmente divertenti, vorrei [mantenere] il ricordo di un professionista veramente molto bravo, a mio vedere. Una persona molto buona che magari fingeva di non esserlo facendo il duro, ma era invece una delle poche persone veramente buone che io abbia conosciuto.”

Si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione nella realizzazione dell'articolo.

 
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