'Arrivederci, Berlinguer': la passione politica raccontata a fumetti

Dagli autori di "A cena con Gramsci" un ricordo personale e al tempo stesso universale della figura di Enrico Berlinguer

Dettaglio della copertina di 'Arrivederci, Berlinguer' – Credits: G. Costantini e BeccoGiallo

Nicola D'Agostino

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"La mia prima manifestazione senza genitori. Ci sono un milione di persone. Ed è un funerale." Comincia così, ovvero dalla fine, "Arrivederci, Berlinguer" ritratto a fumetti del segretario del PCI scomparso nel giugno del 1984, firmato dalla coppia Elettra Stamboulis e Gianluca Costantini ed edito da BeccoGiallo .

"Volevo raccontate una bella storia. Volevo una storia che muovesse le persone. Che lasciasse degli interrogativi", ha spiegato la Stamboulis in un incontro con il pubblico a Bologna . Il libro centra l'obiettivo prefissato, con un ritratto commovente della figura di Berlinguer, della sua lucidità, serietà e caparbietà, e va al di là di una sterile agiografia o di un'esposizione didascalica di successi e sconfitte.

Nelle circa cento pagine del fumetto c'è ovviamente molta, moltissima politica, in cui ha ampio spazio ha l'ultimo, fatidico discorso a Padova come anche il delinearsi della questione morale. Si va dalla giovinezza politica di Berlinguer, agli incontri con Moro e quelli con Craxi, dai comizi alle interviste e ci si spinge sino a eventi avvenuti dopo la sua scomparsa come la crisi della Prima Repubblica o i recenti movimenti degli "indignati".

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Un ruolo portante nella narrazione è svolto da elementi di storia familiare della Stamboulis che si intrecciano all'evolversi delle vicende narrate. E un altro ingrediente importantissimo è la descrizione del background socio-culturale, tra cui l'irruzione degli sgargianti anni '80 con la loro nuova musica, i videogiochi, i cartoni animati giapponesi, nonché l'impatto crescente delle emittenti private nella vita del nostro Paese.

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Leggendo il libro ci si trova davanti a un racconto intimo e personale e al tempo stesso un qualcosa di pubblico e condiviso da (almeno) una generazione. Un "partire dalla propria esperienza di vita, da quello che è stato prima di tutto per me quest'uomo, nella mia piccola esperienza, che però ho scoperto essere di tanti", come afferma l'autrice.

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"Arrivederci, Berlinguer", come del resto "A cena con Gramsci" degli stessi autori, punta a ricordare e spiegare la figura del politico scomparso trent'anni fa, a raccontare l'Italia dal dopoguerra alla metà degli anni '80, ma suggerisce anche di prendere spunto da Berlinguer per recuperare la cultura dell'impegno e del coinvolgimento civile nelle questioni nazionali e internazionali. Per usare le parole di Costantini che lo ha illustrato: è un libro "emozionale, poetico ed estetico" che oltre a comunicare, punta a "dare una forte vicinanza a chi li legge, di amore più che di cultura della vita della storia".a

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L'impianto grafico di Costantini è ricercato e d'impatto. Estremamente vario per tecniche e stili di narrazione, si tiene in equilibrio tra citazione e rielaborazione, tra minimalismo e stratificazione, rimanendo però sempre molto leggibile. Ogni capitolo è diverso dall'altro e si passa da sequenze illustrate, ad altre (forse un po' poche) più squisitamente fumettistiche, da collage a interventi su celebri fotografie e fotogrammi di video, di Berlinguer ma non solo.
Il risultato è un affascinante caleidoscopio, un contenitore stracolmo di stimoli grandi e piccoli che talvolta provocano nostalgia o amarezza ma che lasciano anche tanta voglia di rileggere, soffermarsi ed approfondire la storia italiana.

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"Arrivederci, Berlinguer" è un libro a fumetti di 128 pagine a colori. È pubblicato da Edizioni BeccoGiallo , che lo propone a 15 Euro.

Nota: tutte le immagini sono copyright di E. Stamboulis, G. Costantini e BeccoGiallo.
Si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione nella stesura dell'articolo. 

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