Quando fu chiusa la bara di Francisco Franco, assieme alla sua esile figura in alta uniforme da parata scompariva un quarantennio di storia della Spagna. 

La Spagna del più giovane generale d'Europa una e indivisibile, ultracattolica, lealista e visceralmente anticomunista finiva lo stesso giorno della morte del dittatore Josè Antonio Primo de Rivera, ultimo capo del governo ad essere riconosciuto da Franco prima della parentesi democratica della Spagna dei primi anni '30.

In realtà Franco si sarebbe spento il giorno prima, il 19 novembre 1975, ma per rimarcare il carattere finalistico della successione si scelse di divulgare la notizia il giorno seguente. "Per grazia di Dio"- secondo lo stesso Franco - la Spagna fu guidata per 40 anni dal suo "caudillo", che ebbe come missione ineluttabile una seconda "reconquista" del Paese, stavolta non dai moriscos ma dai bolscevichi.

La strada del potere del generalissimo fu inondata del sangue di una ferocissima guerra civile tra il 1936 e il 1939 che fu anche una sorta di prova generale della Seconda Guerra Mondiale. Franco trovò in Mussolini e Hitler gli interlocutori e poi gli alleati sul campo per rendere reale l'effetto del'"alzamiento" dei militari in lotta contro l'avanzata bolscevica.

L'Europa si infranse sul suolo iberico quando le divisioni fasciste italiane e tedesche si scontrarono con i resistenti spagnoli repubblicani, rafforzati dalle Brigate Internazionali composte dagli stessi Italiani, dai Francesi, dagli Inglesi e dagli Americani. La lotta devastante fu vinta da Franco, che nell'aprile del 1939 saliva al potere.

Il generalissimo ricambiò soltanto in parte i suoi alleati, riuscendo a rimanere neutrale allo scoppio della Guerra Mondiale. A Hitler concesse solamente una divisione di volontari spagnoli (la Division Azùl) che combattè sul fronte Orientale a fianco della Wehrmacht.

Fu un'altra guerra, quella "Fredda", a preservare il potere del caudillo che fu in grado di ritagliarsi il ruolo di difensore ancora una volta contro il comunismo nella geopolitica dei blocchi contrapposti e a traghettare la dittatura fino alla morte del suo capo.

Franco fu consumato dal morbo di Parkinson tanto da lasciare nel 1973 la carica di Primo Ministro a Josè Carrero Blanco, ucciso poco dopo da un'attentato dell'Eta. Non aveva successori il "caudillo", tanto che già dal 1969 aveva deciso che avrebbe rimesso i poteri nelle mani di Juan Carlos di Borbone in nome della continuità dinastica del trono di Spagna. Le porte della monarchia costituzionale e della democrazia si aprivano sommessamente dopo quasi mezzo secolo di dittatura militare sfumata assieme alla vita di chi l'aveva instaurata nel lontanissimo 1939.

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