Edoardo Frittoli

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L'Irlanda aveva perduto ogni autonomia dall'Act of Union del 1800, che stabiliva a Londra il governo di Dublino. Varie forme di ribellione si erano sviluppate durante tutto il XIX secolo. Alcune piccole concessioni (Home rule) furono concesse all'Irlanda alla fine dell'800, ma lo scoppio della Grande Guerra le aveva cancellate nel nome della lotta comune del Regno Unito. Fu proprio all'inizio del 1916, quando il conflitto mondiale infuriava, che i ribelli della Irish Republican Brotherhood pianificarono la rivolta che di lì a poco sarebbe esplosa a Dublino, confidando nell'aiuto germanico.

Il diplomatico irlandese Roger Casement organizzò una spedizione di armi tedesche ai ribelli, ma queste furono bloccate dalla Marina britannica poco prima dell'esplosione della rivolta che iniziò il lunedì dell'Angelo 24 aprile 1916. Circa 1,600 ribelli cominciarono a erigere barricate e ad occupare l'ufficio postale della capitale. Nel primo pomeriggio Patrick Pearse, scrittore e capo dei ribelli, proclamò la Repubblica d'Irlanda ricoprendo la carica di presidente provvisorio. 

Tuttavia il grosso dei dublinesi non appoggiò gli insorti e la risposta di Londra non si fece attendere. Proclamata la legge marziale i soldati inglesi soffocarono la rivolta nel sangue, lasciando a terra più di 400 morti e 2.000 feriti, tra cui molti civili estranei alla ribellione. I capi furono arrestati, processati e giustiziati. 

L'effimera esperienza dell'Easter Rising contribuirà alla creazione del mito dei martiri della libertà d'Irlanda. A beneficiare del sentimento indipendentista fu soprattutto il partito Sinn Fein che alle elezioni del 1918 avrà la maggioranza assoluta e darà il via all'ultima battaglia per l'Indipendenza di Dublino, quella che nel 1921 porterà alla nascita dell'Irish Free State

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