Così la cultura salva la vita

Ecco come cinema, teatro, arte e fotografia migliorano la qualità della vita degli anziani

Museo Louvre di Abu Dhabi

Un'opera intitolato "Big Electric Chair" dell'artista americano Andy Warhol è esposto al Museo del Louvre di Abu Dhabi, in un tour per la stampa, il 6 novembre 2017, prima dell'apertura ufficiale del museo sull'isola di Saadiyat, nella capitale degli Emirati Arabi. – Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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Il settimanale britannico The Economist ha ripreso graficamente una interessante ricerca che mette in relazione il numero di attività culturali cui si è stati esposti in gioventù e non solo con il livello di benessere negli anni della vecchiaia. Ebbene, secondo questo studio l'esposizione all'arte, in tutte le sue forme, è forse l'indicatore più affidabile per prevedere la qualità della vita delle generazioni più anziane. Apparentemente, la cultura ha la capacità di regalare a chi se la gode un senso di soddisfazione che non ha eguali.

Arte e benessere

La connessione tra arte e benessere è stata studiata con interesse da Age UK, un'organizzazione benefica inglese che analizzando i dati raccolti con 1.500 interviste a inglesi over 60 ha creato un indice, l'indice del benessere, appunto, che ha permesso loro di calcolare quali siano i fattori che più influiscono nel livello di soddisfazione e appagamento percepito dalle persone.

Perché l'esposizione alla cultura paga

Se scoprire che elementi come disponibilità economica, salute, livello di istruzione e sostegno emotivo possono avere un impatto determinante sul benessere complessivo di una persona anziana non rappresenta certo una novità, il fatto che a parità di altri fattori l'esposizione alla cultura possa fare la differenza rappresenta una conclusione molto meno scontata.

Arte a tutto tondo

Non solo: dati alla mano, non c'è differenza tra chi si è dedicato alla fotografia, alla pittura, alla scultura, alla lettura, al teatro, al cinema, alla musica o a qualsiasi altro hobby nel campo dell'arte. Apparentemente tutti sono in grado di garantire un senso di appagamento complessivo che vale ancora di più quando l'età avanza. Anche perché, la ricerca inglese mette in evidenza anche questo, chi ama l'arte può usufruirne per tutta la vita, divertendosi e continuando a coltivare relazioni sociali intense.

Il vantaggio di coltivare un hobby

I dati raccolti da Age UK hanno dimostrato che il 20 per cento degli intervistati che si definiscono più appagati nella loro quotidianità sono significativamente più esposti a hobby creativi rispetto al 20 per cento degli intervistati meno soddisfatti. Il 90 per cento dei più soddisfatti legge per piacere, il 70 ha visitato almeno un museo o un monumento storico nell'arco di un anno, il 60 è andato almeno una volta a teatro, al cinema o a una mostra. Il 50 frequenta regolarmente una biblioteca pubblica. Per chi si dichiara poco soddisfatto della propria quotidianità, invece, queste percentuali oscillano, quando va bene, tra il 10 e il 20 per cento.

Il ruolo dei comuni

Se il legame tra arte e benessere è così forte, le singole città dovrebbero fare di più per aiutare gli anziani a sviluppare e a coltivare l'interesse per l'arte. Come? Promuovendo e pubblicizzando in maniera adeguata eventi su misura per loro, garantendo una rete di trasporti urbani efficiente per permettere a chi non guida più di raggiungere facilmente teatri, cinema e musei e, perché no, suggerire ai medici di consigliare l'arte come terapia di sostegno.

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