Edoardo Frittoli

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Una coltellata alla schiena, inflitta da una soldato americano il 5 settembre 1877 stroncava la vita di uno dei più grandi capi pellirossa della storia.

Cavallo Pazzo, nato Tashunka Witko nella tribù dei Lakota (un ramo dei Sioux) era diventato un mito negli ultimi 10 anni, quando affrontò sul campo di battaglia gli uomini del Generale Custer durante le "guerre indiane" iniziate nella seconda metà dell'800.

Era nato forse nel 1840 nei pressi di Bear Butte, South Dakota, figlio di uno sciamano che con tutta probabilità gli passò il nome quando il giovane futuro capo diventò guerriero. Esile di struttura e più pallido della media, si racconta che Cavallo Pazzo fosse di carattere estremamente introverso.

Ebbe il primo contatto con il "nemico bianco" nel 1865 lungo l'Oregon Trail quando lui ed i suoi Sioux furono usati come esca per attrarre i soldati fuori dalle loro postazioni. Nel dicembre del 1866 quando i Sioux e i Cheyenne si accordarono per espugnare Fort Phil Kearny, Cavallo Pazzo si mise a capo di un manipolo di nativi che attirarono il colonnello William Fetterman e 80 dei suoi uomini in una trappola mortale, che sarà poi nota come il "massacro di Fetterman".

Alleanza leggendaria

Pochi anni più tardi il capo Lakota stringeva l'alleanza con un altro mitico capo, Toro Seduto. L'intento comune era quello di difendere all'ultimo sangue la zona delle Black Hills e proteggere le tribù dalla deportazione nelle riserve.

Nel 1876 l'esercito degli Stati Uniti organizzò un'azione massiccia con l'intento di rastrellare una volta per tutte le tribù native che si erano opposte alla colonizzazione bianca. Cavallo Pazzo affrontò il Generale George Crook a Rosebud Creek il 17 giugno 1876, riuscendo a rallentare temporaneamente l'avanzata delle truppe federali. Dopo la battaglia, Cavallo Pazzo raggiuse Toro Seduto e i Cheyennes del nord a Little Big Horn dove il 25 giugno 1876 si consumò la più famosa battaglia delle "indian wars", che finì con la morte del Generale Custer e la più grave sconfitta dell'esercito americano contro i nativi, che ebbero ragione del famoso 7°Reggimento Cavalleria.

Braccato dai federali, Cavallo Pazzo iniziò la fuga verso le aree più selvagge nella zona di Yellowstone assieme ai suoi Sioux. Assediati e stremati dalla fame, gli uomini di Cavallo Pazzo si arresero assieme al loro capo il 6 maggio del 1877. Con la promessa dell'assegnazione di una riserva per sè e per gli Oglala Lakota, i Federali lo internarono momentaneamente a Fort Robinson. Durante il periodo di detenzione nacquero le voci leggendarie di un presunto tradimento da parte degli altri capi indiani gelosi della sua fama oppure su un possibile progetto di evasione. Invece il 5 settembre 1877 Cavallo Pazzo si rese conto dell'inganno, e cercò di resistere alle guardie che lo stavano portando in cella. Poi la coltellata finale e la resa dell'anima al dio dei Sioux.

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