Cultura

California, dalla sabbia spuntano i primi reperti di archeologia del cinema

Le sfingi, prodotte a Los Angeles negli anni '20, furono parte del progetto faraonico del regista Cecile DeMille

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Filippo Brandolini

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A Guadalupe, California, sono state ritrovate le sfingi giganti di un colossale set di un film muto del 1923, "The Ten Commandments", "I dieci comandamenti". Una delle sfingi recuperate è alta ben 4 metri e mezzo, e si tratta di una delle 21 statue in "gesso di Parigi" realizzate per il kolossal diretto da Cecil B. DeMille. Per l'epoca si trattò del più grande set cinematografico mai realizzato. Non esistendo gli effetti speciali della moderna computer grafica, gli sceneggiatori furono costretti a realizzare per davvero fac-simile di monumenti egizi. 

DeMille, il primo faraone del cinema

Con a disposizione un budget di più di un milione di dollari, cifra esorbitante per l'epoca, DeMille realizzò un'opera rimasta famosa soprattutto per la plasticità e la maestosa grandezza delle scene di massa: più di duemila comparse e oltre quattromila animali impiegati. Un'opera più che mai definibile "faraonica" in cui furono tra l'altro sperimentate anche alcune riprese in Technicolor e inquadrature subacquee per le scene degli Egizi travolti dal Mar Rosso.

Il set minato


Secondo la leggenda che aleggia intorno alla produzione di questo blockbuster, a scene ultimate, il set fu minato e distrutto. In realtà non sembra proprio andata così. L'archeologia ha sfatato questo mito. Le sfingi, infatti, sono state rinvenute nella loro posizione originaria.

Le sfingi

Prodotte a Los Angeles e assemblate sul posto, avevano un corpo cavo che, a seguito dell'azione degli agenti atmosferici, è parzialmente collassato disgregandosi. Le dune di sabbia del deserto californiano hanno poi seppellito le sfingi di Hollywood come analogalmente è avvenuto per gli originali monumenti d'Egitto. Lo storico e archeologo M. Colleen Hamilton, che lavora per la compagnia Applied EarthWorks, sta lavorando con il suo team per recuperare il più in fretta possibile cio' che resta di questi reperti. Le sfingi vengono riempite di poliuretano espanso per evitare il collasso delle fragili pareti in gesso. 

I primi scavi


I primi interventi nell'area risalgono agli anni '90, quando il Guadalupe-Nipomo Dunes Center iniziò a indagare luogo del set abbandonato. All'inizio furono rinvenuti manufatti di limitate dimensioni tra cui scatole di tabacco e bottigliette di sciroppo che all'epoca venivano usate per camuffare gli alcolici in pieno periodo di Proibizionismo.

Cinema e Archeologia, Archeologia e Cinema


Doug Jenzen, direttore esecutivo del Guadalupe-Nipomo Dunes Center, ha annunciato che le sfingi della California saranno esposte al pubblico all'inizio del 2015 non appena ultimate le fasi di recupero e restauro. Fino a oggi era il cinema che si era interessato all'archeologia creando miti dell'immaginario come Indiana Jones. Ora l'archeologia ricambia l'interesse contribuendo a recuperare e preservare il passato dell'arte cinematografica. 

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