Zhang Huan, il grande scultore dell'effimero. A Firenze dall'8 luglio

La mostra antologica dello scultore che manipola la cenere. Tra pezzi cult e nuove creazioni dedicate al nostro Rinascimento

Zhang Huan, "Florence Buddha", cenere e polvere di ferro, 2012. In mostra per "Zhang Huan, L'anima e la materia" (foto ufficio stampa)

Micol De Pas

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Firenze città d’arte contemporanea. È questa la nuova anima dello scrigno del rinascimento, che riprende il suo ruolo di musa ispiratrice della creatività. Perché è proprio nella città toscana che inaugura lunedì 8 luglio la più grande personale dell’artista cinese Zhang Huan. Si intitola L'anima e la materia e oltre ai pezzi cult, ci sono opere create e pensate su misura per Firenze. Che le ospita, dopo anni di chiusura, in un luogo speciale: il Forte Belvedere, già sede di mostre di Mimmo Paladino, Mario Merz e Henry Moore, regno del dialogo tra antico e contemporaneo.

Proprio come le statue di Huan, enormi e caduche, sacre e profane, materiali e immateriali. L’elemento centrale infatti è la cenere, con cui l’artista realizza opere di grandi dimensioni, spesso a soggetto religioso. Così Florence Buddha, un enorme buddha in cenere compattata, realizzato per questa mostra nel 2012, ma anche i suoi storici lavori, provenienti dal museo di Shanghai: Ash Army no.11 (2007), Ash Portrait No.14 (2007), Ash Sun Yat Sen (2008), Ash Liu Hulan (2008), ovvero soldati, padri della patria e persone consacrate dalla storia come eroi, accanto ad Ash Jesus and Ash Buddha (2011), icona perfetta del doppio binario espressivo dell'artista, tra l’iconografia cinese e quella occidentale.

Esattamente come la cenere, materiale in bilico tra la morte (per noi) e la spiritualità (per l'Oriente). «La cenere d’incenso non è solo cenere, né solo materia ma è l’anima collettiva delle nostre memorie e delle nostre speranze», spiega l'artista.

Ad aprire il percorso, che si snoda tra il Forte e Palazzo Vecchio, è però un’opera unica, realizzata nel 2013 e donata alla città: Confucius, statua in marmo bianco di Carrara, utilizzato per la prima volta da Huan per rendere omaggio alla grande scultura rinascimentale. E poi, mlte altre opere, da quelle successive al viaggio in Tibet a quelle realizzate in pelle di bufalo, fino a Memory Doors (2006-2007), racconti personali e della storia della Cina contemporanea.

 

Zhang Huan L’anima e la materia

A cura di Olivia Turchi

Firenze, Palazzo Vecchio e Forte Belvedere

8 luglio – 13 ottobre

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