Arte & Idee

Street art, Vienna vista da Mark Jenkins

Le opere di uno dei maestri della urban art in mostra a Milano, lungo Corso Vittorio Emanuele

Mark Jenkins - The kiss

Mark Jenkins - The kiss – Credits: Mark Jenkins

Si è aperta ieri la mostra fotografica organizzata dal Vienna Tourist Board il viaggio dei sensi attraverso Vienna, con sede nel centro di Milano fino al prossimo 8 novembre.

Tanti passanti incuriositi hanno già potuto ammirare, in Corso Vittorio Emanuele, la galleria fotografica illuminata in notturna che comprende 30 splendide immagini di Vienna, scoprendo una nuova città attraverso i cinque sensi raccontati dalla campagna: ascoltare, vedere, gustare, sentire e odorare.

A catturare l’attenzione degli astanti hanno contribuito le installazioni pensate per l’evento da un artista eclettico e apprezzato quale Mark Jenkins , guru della street art, che ha realizzato sette differenti sculture, veri e propri prototipi umani  fatti di nastro adesivo.

Grazie a Mark Jenkins, fino al prossimo 24 ottobre, sarà possibile imbattersi in una intensa reinterpretazione del Bacio di Klimt, in un artista di strada intento a dipingere la sua Vienna, in un’insolita interazione tra un bambino ed un cavallo della famosa “Scuola di equitazione spagnola”, in una ragazza caduta in una torta, in un pescatore che lancia il suo amo in una zuppa viennese, in un dottore che ausculta i propri violini o ancora in una grande palla di fiori dalle sembianze umane.

L'artista americano ha confermato quanto il suo stile sia rimasto fedele nel corso degli anni. I manichini realizzati prelevando il calco da persone reali e realizzate con nastro adesivo, hanno invaso le città di mezzo mondo.

Jenkins, esaurita l'esperienza con Vienna che ritiene una città estremamente effervescente sia in campo culturale che artistico, porterà le sue creazioni in altri luoghi, scegliendo location meno in vista poichè, inevitabilmente, l'esposizione all'aria aperta implica una interazione col pubblico a volte estrema, come il furto degli indumenti indossati dai manichini.

Una condizione se vogliamo spiacevole, ma che rientra nella filosofia stessa della street art.

Un ringraziamento particolare a Guildor per l'intervista.

© Riproduzione Riservata

Commenti