A Venezia il Museo del profumo

A Palazzo Mocenigo troverà spazio il primo percorso espositivo d’Italia dedicato a ricettari antichi, boccette, manuali di cosmetica ma anche e soprattutto decine di "stazioni olfattive"

(Photo David Ebener/AFP/Getty Images)

Riccardo Bastianello

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Sarà il primo museo d’Italia in cui di fronte ad ogni opera d’arte verrà naturale chiudere gli occhi. A Palazzo Mocenigo a Venezia, sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, troverà spazio infatti il primo percorso espositivo d’Italia dedicato al profumo. Ricettari antichi, boccette, manuali di cosmetica ma anche e soprattutto decine di “stazioni olfattive” dove il visitatore potrà avere un “assaggio” delle miscele più famose.

Il progetto è frutto di un accordo firmato pochi giorni fa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla famiglia veneziana Vidal, proprietaria della Mavive spa (Pino Silvestre, Police, Zippo solo per citare i marchi più celebri). In esposizione, accanto ai capi che ricostruiscono la storia della moda e del costume già presenti a Palazzo Mocenigo, arriveranno quindi fragranze, manuali e boccette in un continuo contrappunto tra arte visiva e arte olfattiva.

Tra gli oggetti che saranno portati in mostra compare anche il prezioso manuale di cosmetica I Notandissimi secreti de l’Arte Profumatoria (G. Rossetti, Venezia, 1555), primo ricettario d’occidente che cataloga con approccio scientifico più di trecento formule di cosmetici in uso nella Venezia di allora. Ricette che parlano di "acque odorifere" per la casa, ciprie e profumi che divennero un testo fondamentale per i muschieri, i saonieri e i "venditori de polvere de Cipro" che lavoravano a Venezia utilizzando cannella di Ceylon, cedri, rose, zibello o peri moscatelli.

Una galleria che raccoglierà la storia di un'arte ma anche di una grossa parte della città lagunare, dopo che centinaia di carovane navali partite dall’oriente iniziarono a portare spezie o oli da diluire in acquavite per renderle vaporizzabili (da qui anche il termine "par-fumo" ovvero "sembra fumo"). Ma ad arricchire l’esposizione saranno anche la collezione di flaconi Storp (una delle più importanti al mondo con oltre 2.500 oggetti da esposizione databili fino al 2.000a.C.) e ovviamente le stazioni olfattive create grazie alla collaborazione con una delle migliori case essenziere esistenti al mondo, la tedesca Drom. A farsi promotori del progetto è la Mavive, nota azienda veneziana della famiglia Vidal che con in investimento di oltre 400 mila euro in sei anni ha deciso di ricordare al mondo intero la vocazione millenaria, che in molti ignorano, che vede l’Italia ed in particolare Venezia tra i capostipiti della profumeria tradizionale.

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