Rita Fenini

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Visitabile fino al 29 luglio 2018, la monografica romana dedicata a Utagawa Hiroshige espone una selezione di circa 230 opere tra silografie policrome e dipinti su rotolo, divise in 7 percorsi tematici.

Quando

"Hiroshige. Visioni dal Giappone" sarà aperta al pubblico sino al 29 luglio 2018 nei seguenti giorni e orari:

Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00


Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30


L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.

Gli orari sono gli stessi anche per i giorni festivi.

Dove

Ad ospitare la mostra, le Scuderie del Quirinale in via XXIV Maggio 16 a Roma.

A partire dal 21 settembre 2018, la mostra sarà a Bologna nelle sale espositive del Museo Archeologico, fino al 3 febbraio 2019.

Perchè è interessante

Con le sue silografie policrome del Mondo Fluttuante, Hiroshige è conosciuto come il “maestro della pioggia e della neve”, celebre per le illustrazioni di paesaggi e vedute del Giappone nelle quattro stagioni e nelle varie condizioni atmosferiche. Immagini molto in voga nella cultura di metà '800, in quanto fonte di conoscenza del territorio ed elemento fondamentale nella costruzione del legame nazionale.

Artista contraddistinto da uno sguardo assolutamente peculiare, definito "fotografico" per la straordinaria capacità di rendere dinamiche le immagini grazie all’alternanza sapiente di pieni e vuoti e attraverso la costruzione di piani sovrapposti, quello che accomuna le opere di Hiroshige è un senso di armonia e serenità tale da avere stregato i più grandi impressionisti e post-impressionisti europei: primo tra tutti Vincent Van Gogh, che copiò ad olio il famoso Ponte di Ohashi sotto l'acquazzone del maestro giapponese.

La mostra romana, con una selezione di circa 230 opere appartenenti a prestigiose collezioni che provengono da Italia, Giappone e Stati Uniti, permette di ammirare il tema della natura declinato dallo stile affascinante e raffinato di Hiroshige: dalle più note serie di vedute quali Cento vedute della Capitale di Edo e Cinquantatre Stazioni di posta del Tokaido, alle silografie policrome di fiori insetti e animali (tra le più ammirate), fino ai disegni originali ancora intatti.



Il progetto, curato da Rossella Menegazzo e Sarah E. Thompson, è una produzione di Ales S.p.A. Arte Lavoro e Servizi e MondoMostre Skira, con la collaborazione del Museum of Fine Arts di Boston e il Patrocinio dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e dell’Ambasciata del Giappone in Italia.

Utagawa Hiroshige, chi è

Nato nel 1797 a Yayosugashi in Edo (attuale Tokyo), Hirosige entra nel 1811 come allievo nello studio di Utagawa Toyohiro, che lo avvia alla raffigurazione del paesaggio: in questa fase subisce l'influenza del maestro, ma anche parziali suggestioni dalla scuola meridionale della pittura cinese e dallo stile naturalistico dei pittori Shijio.

Più tardi, nella sua arte subentrano anche evidenti influenze delle incisioni occidentali, specie quelle olandesi.

Ha eseguito diverse serie con composizioni di paesaggio, come Luoghi famosi nella capitale dell'Est (c. 1831), Cinquantatré stazioni del Tokaido (1833), che è la sua serie più nota, e ancora Luoghi famosi di Kyoto, Otto vedute intorno a Edo, Otto vedute intorno a Omi, Sessantanove stazioni di Kisokaido.

La visione paesistica di Hiroshige, sempre attenta alla resa delle atmosfere, conserva alcuni caratteri realistici e, sebbene non indugi al tono fiabesco, costantemente lo sfiora per il delicato realismo delle raffigurazioni.

Morto nel 1858 a Edo, probabilmente ittima di un’epidemia di colera, Hirosige viene sepolto nel giardino del Tōgakuji (tempio zen di famiglia) con il nome postumo di Genkōin Tokuō Ryūsai Koji.

Insieme ad Hokusai, Hiroshige è oggi conosciuto come uno dei due più grandi maestri del paesaggio giapponesi.


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