Editoria indipendente; il progetto THISISNOTPAPER - Leggi l'intervista

Per tutte le persone che credono che la carta sia destinata a morire, consiglio di leggere questa intervista nella quale Saul Marcadent ci racconta il progetto TINP

Il progetto THISISNOTPAPER.com – Credits: Cristiano Guerri

Riccardo Fano

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La carta è considerata un supporto costoso, vecchio e limitato e per certi aspetti è senz'altro vero. Il suo impiego sarà sicuramente limitato negli anni a venire, ma non potrà mai scomparire definitivamente.

Ne ho parlato, con Saul Marcadent , che ci ha parlato del nuovo progetto dal nome, evidentemente, ironico: THISISNOTPAPER .

Ciao Saul, introduci a chi non lo conoscesse, il progetto THISISNOTPAPER.

Ciao Riccardo, Thisisnotpaper nasce come blog sull'editoria nell'estate 2010. In due anni e mezzo ha acquistato via via sempre più sicurezza, monitorando il contesto editoriale indipendente. Lo chiamo piattaforma, archivio, osservatorio a seconda delle situazioni.

Quando è nato e per quale motivo hai sentito la necessità di creare un “luogo” simile.

Nasce poco dopo la mia laurea in Editoria e Giornalismo a Urbino dove ho sviluppato una tesi di ricerca sull'editoria, mappando le migliori esperienze periodiche su carta, senza fare distinzioni tra fogli piegati prodotti in copie numerate, riviste e pubblicazioni più strutturate e diffuse. Secondo me essere indipendenti ha più a che fare con i contenuti che con la tiratura e la distribuzione.

La tesi si è tradotta, qualche mese dopo, in una tavola rotonda in cui ho coinvolto autori, editori e studiosi come Invernomuto, Cristiano Guerri (0_100 editions), Carlo Branzaglia. Gli argomenti emersi e l'interesse sulla ricerca mi hanno spinto a pensare a un luogo in cui segnalare, approfondire, incanalare energie ed esperienze. Il blog mi è sembrato subito lo strumento più adatto, nella sua leggerezza. Il nome è, chiaramente, un gioco.

Quali sono i criteri di selezione delle pubblicazioni da recensire?

La selezione è sempre il frutto di scelte, di certo ragionate ma personali e, dunque, soggettive. Preferisco definirmi curatore piuttosto che editor di Thisisnotpaper; l'ho pensato fin dall'inizio come un progetto curatoriale continuativo.

Provo, comunque, a rispondere alla tua domanda: su TINP buona parte delle pubblicazioni - ma anche i luoghi e gli appuntamenti segnalati - ricercano un equilibrio tra forma e contenuto. Trovano spazio belle librerie, bei libri, belle riviste, persone sensibili e intelligenti a cui chiedo di raccontare in poche righe il proprio magazine preferito.

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Tra l’altro da poco il blog ha cambiato veste diventando qualcosa di molto più ambizioso.

Il passaggio è avvenuto l'8 febbraio. Un nuovo layout ha sostituito la struttura tradizionale del blog, anche se ci sono, nel nuovo aspetto, elementi di continuità con il passato. Mi riferisco, ad esempio, alla non gerarchia dei contenuti. La fruizione è, sicuramente, migliorata: tutti i post sono ora riuniti in dodici macro categorie-tag così da velocizzare la ricerca.

Quali credi saranno i prossimi passi da compiere? Come si evolverà il progetto?

Il miglioramento formale è accompagnato da un ripensamento della piattaforma. Ancora più attenzione è data alla qualità e alla tipologia dei contenuti introdotti: più conversazioni e incontri con autori ed editori, attenzione a tesi e ricerche universitarie, focus su progetti di nicchia, contemporanei o dimenticati, molto altro ancora. TINP è aperto a collaborazioni e a nuovi contributors, l'indirizzo a cui scrivere è hello@thisisnotpaper.it.

Ma la carta non è morta o comunque destinata presto a scomparire?

Non scomparirà. Di certo giornali e riviste tradizionali sono sempre meno letti, acquistati, diffusi. Particolare attenzione è riservata, però, a pubblicazioni indipendenti, di nicchia, quadrimestrali, semestrali o addirittura annuali, senza grossi numeri e fatturati ma capaci di coltivare lettori affezionati.

Non tutti i progetti cartacei oggi in circolazione sono sostenibili - spesso si esauriscono in poche uscite - ma alcuni resistono e, individuato un buco editoriale o una nicchia in cui inserirsi, crescono rapidamente, ritagliandosi uno spazio accanto a pubblicazioni autorevoli e consolidate. Un esempio su tutti: Apartamento magazine .

Mi piace pensare, inoltre, che il legame sempre più stretto con la Rete e i media digitali ha prodotto, per reazione, un interesse diffuso verso la carta stampata; è venuto a galla il piacere per una lettura, anche visiva, più lenta.

Grazie mille.

A te.

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