Rita Fenini

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Viaggiare in Sicilia significa imbattersi in una distesa infinita di costruzioni artistiche fatte dall'uomo: dai primi insediamenti Fenici alle intatte architetture greche, fino ad arrivare a recenti installazioni dell'uomo moderno.
La selezione delle opere in mostra a Noto si può considerare, per intensità e approfondimento, come un insieme di autonomi progetti personali.
Così Elia Festa, con la grande installazione “Questo ricordo lo vorrei raccontare” (fatta di 99 fotografie-cartoline di residui architettonici greco-romani) colloca concettualmente questo lavoro dentro i canoni di una raffinata operazione "ready-made", successivo a un lungo viaggio di ricerca "pellicolare" avvenuto in anni recenti in tutta la regione siciliana.
A Mario Cresci, con una serie di opere dal titolo “D'après Retablo”, interessa invece, come a Jemolo, lo sguardo sui particolari, arricchito dal proprio diretto intervento su parti di natura (rocce, sabbia o fichi d'india): proprio manipolando gli elementi, Cresci ci riporta, attraverso una visione teatrale e contemporanea, a ricordare il passaggio dell'uomo nel corso della storia.

SI.C.( )L.A.
Photology Noto
6 giugno – 30 luglio
Via Carducci, 12
Noto (SR)

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