Arte & Idee

Satiro danzante e il balletto di inadempienze siciliane

"25 addetti non riescono ad assicurare l'apertura del Museo nei giorni festivi", tuona il sindaco di Mazara del Vallo e chiede la gestione al Comune

Satiro danzante

Simona Santoni

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Ripescato nel Canale di Sicilia nella primavera del 1998 su un fondale di circa 500 metri, il Satiro danzante è stato ammirato da 3,5 milioni di giapponesi in sei mesi all'Expo di Aichi nel 2005. Statua bronzea di oltre due metri di altezza, prezioso e raro esempio di arte ellenica, tornato nella sua sede naturale, il Museo del Satiro danzante di Mazara del Vallo, è diventato vittima di italiche inadempienze e di uno scontro tra Comune e Regione.

"Venticinque addetti della Regione non riescono ad assicurare l'apertura del Museo del Satiro di Mazara del Vallo nei giorni festivi o lo fanno solo in alcune ore. È questo un segno tangibile di una Sicilia che non va", ha tuonato all'Ansa il sindaco di Mazara del Vallo, Nicola Cristaldi, che ha richiesto al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, il trasferimento della gestione del Museo del Satiro dalla Regione al Comune.

246579Contro la milionaria truppa di pubblico nipponico di 9 anni fa, nel 2011 in provincia di Trapani il dionisico danzatore ha attratto solo 15 mila visitatori

"Trovo paradossale che proprio la maggiore attrazione culturale della città divenga esempio di non funzionamento di un sistema economico e turistico essenziale per il territorio", ha proseguito il primo cittadino siciliano. "I 25 dipendenti della Regione possono essere trasferiti ad altre funzioni e in altri territori, stante che il Comune di Mazara del Vallo è disposto ad assumere ogni onere finanziario per la gestione del Museo del Satiro con addetti comunali che saranno in grado di assicurare l'apertura del Museo per ogni giorno di tutto l'anno". 

Capelli a ciocche fluttuanti al ritmo del suo ballo orgiastico, braccia distese in avanti vitali ma amputate dal tempo, il Satiro danzante sembra la raffigurazione di questa Italia, di tanta bellezza e potenzialità, mozzate da disfunzioni e indolenza.

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