Marc Chagall, Kazimir Malevič, Vasilij Kandinskij. E poi Nathan Altman, Natalia Goncharova, Alexandr Rodchenko, Valentin Serov, Il’ja Repin, Kuzma Petrov-Vodkin e Boris Kustodiev: sino al 13 maggio 2018, il MAMbo di Bologna racconta uno dei capitoli più radicali del Modernismo, quello dell’arte russa tra il 1910 e il 1920, periodo che ha visto nascere e crescere una miriade di artisti, scuole e movimenti destinati a lasciare un segno indelebile nella storia dell'arte e non solo

Le date

La mostra sarà aperta al pubblico sino al 13 maggio 2018 nei seguenti giorni e orari:

  • Dal Lunedì al Venerdì dalle 8.30 alle 18.00
  • Il Sabato dalle 9.00 alle 13.00

Dove

Ad ospitare "Revolutija: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky", le sale del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, in Via Don Giovanni Minzoni, 14 

Perché è interessante

Curata da Evgenia Petrova e Joseph Kiblitsky, "Revolutija" intende non solo mettere in luce la varietà degli sviluppi artistici in Russia tra i primi del Novecento e la fine degli anni ’30, ma anche, come ben evidenzia Evgenia Petrova, riportare all’attenzione del pubblico - più che della critica o degli addetti ai lavori- artisti (come Repin, Petrov-Vodkin o Kustodiev) rimasti un po’ nell’ombra a causa dell’enorme successo avuto da altri, quali Chagall, Malevich o Kandinsky.

Oltre 70 le opere in mostra, capolavori assoluti, tutti provenienti dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo. Opere note e meno note, che vanno dal primitivismo al cubo-futurismo e al suprematismo, costruendo contemporaneamente un parallelo cronologico tra l’espressionismo figurativo e l'astrattismo puro.

In concomitanza all’esposizione, in tutta la città si svolge Intorno a Revolutija, un ricco programma collaterale voluto dalle principali istituzioni culturali cittadine

Gli artisti delle Avanguardie russe

Con il termine Avanguardie russe si fa riferimento allo sviluppo, nei primi decenni del ventesimo secolo, di alcune esperienze artistiche in Russia, paese nel quale le arti figurative e la letteratura erano rimaste fedeli alla tradizione del realismo ottocentesco.


Il periodo che va dal 1905 al 1915 e poi dalla Rivoluzione d'ottobre alla metà degli anni venti, vede l'affermazione di tre importanti movimenti: il Raggismo, il Suprematismo e il Costruttivismo.


Per tutti i protagonisti di questa rivoluzione artistica (tra cui Larionov, la Gontcharova, Malevitch, Tatlin, Lissitskij), risultano determinanti la conoscenza delle novità francesi (soprattutto Cézanne, Matisse e Picasso) i contatti con l'Astrattismo (Kandinskij e l'ambiente di Monaco) e il Futurismo italiano (conosciuto attraverso le conferenze di Marinetti nel 1910 a Mosca).

Nel 1912, Michail Fëdorovič Larionov pubblica il manifesto del Raggismo, nel quale propone la sua sintesi di cubismo, futurismo e orfismo.

Nel 1913 Casimir Malevitch dipinge i primi quadri astratti (composizioni geometriche di quadrati e rettangoli dai colori primari) e nello stesso anno espone a Mosca un dipinto dal titolo "Quadrato nero su fondo bianco", che rappresenta la sintesi estrema delle sue idee: soltanto nel 1915 (con la collaborazione di Vladímir Majakovskij), pubblica il Manifesto del Suprematismo, in cui viene ribadita la volontà di "liberare la pittura dalla schiavitù di ogni riferimento naturalistico o simbolico per farla vivere solo come pura sensibilità estetica".


Accanto a Malevitch altri giovani ne condividono le idee e le ricerche: trattasi di Tatlin, Rodchenko, Markovitch, Lissitskij, tutti impegnati ad indagare le proprietà scientifiche delle forme e dei colori e le loro equivalenze psicologiche, anche se il dibattito culturale e politico conseguente alla Rivoluzione d'Ottobre fa presto emergere tra gli artisti forti divergenze di natura teorica.


Dopo la morte di Lenin, avvenuta nekl 1924, la nuova burocrazia staliniana nega all'arte ogni autonomia di ricerca, riconducendola a strumento di propaganda politica: se ne vanno dalla Russia Chagall, Kandinskij, Lissitskij e Pevsner e del gruppo storico degli innovatori rimane solo Malevitch

Si conclude così il periodo degli entusiasmi creativi e moderni

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