Dagli studi preparatori per le “Demoiselles d’Avignon” fino alle opere tardive degli anni ’70, la grande esposizione a Palazzo Ducale di Genova  costituisce un vero e proprio percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato.

Curata da Coline Zellal, conservatrice del patrimonio del Museo Picasso di Parigi, la mostra ripercorre infatti oltre mezzo secolo di sperimentazioni, testimonia la straordinaria varietà che caratterizza la pittura di Pablo Picasso e narra la storia delle case-atelier dell’artista, fucine di gran disordine ma di enorme ispirazione e continuo lavoro, dove si incrociavano opere, amici, artisti, in un originale connubbio di arte e vita 

Dove

Ad ospitare "Picasso. Capolavori dal Museo Picasso di Parigi" gli Appartamento del Doge a Palazzo Ducale, in Piazza Giacomo Matteotti, 9 a Genova

Quando

La mostra sarà aperta al pubblico dal 10 novembre 2017 al 6 maggio 2018 nei seguenti giorni e orari:

Lunedì: 11:30 – 19:30

Da Martedì a Giovedì: 9:30 – 19:30

Venerdì: 9:30 – 22:00

Sabato e Domenica: 9:30 – 19:30

La biglietteria chiude un’ora prima

Perchè è interessante 

Tratto distintivo di questa esposizione è sicuramente quello di raccontare il Picasso "privato", ossia l'artista che viveva in studi che erano anche case, luoghi di incontri, creazioni, vita quaotidiana, in perfetta sintonia con le sue creazioni

Attraverso più di 50 opere e numerose fotografie, la mostra, divisa in 10 sezioni, vuole infatti documentare non solo il percorso artistico del genio catalano - attraverso i diversi periodi e i vari stili dell’artista dall’inizio del Novecento fino agli anni Settanta - ma anche mostrare le opere più care a Picasso: i prestiti del Museo Picasso di Parigi sono infatti tutte opere da cui il pittore non si è mai separato (se non con la morte, avvenuta nel 1973) e quindi oggetto di particolare predilezione da parte sua.

Le opere esposte a Genova e i loro “viaggi” da uno studio all’altro hanno una grande potenza rivelatrice: attraverso le immagini degli atelier, come attraverso le opere, è infatti possibile contemplare l’artista al lavoro, ma, soprattutto, ciò che ha scelto di mostrare e ciò che di proposito ha tenuto segreto

In tutti i luoghi della sua vita, Picasso si è comportato con le sue opere come un vero collezionista: i lavori in mostra hanno ornato i muri delle sue case, popolato i suoi atelier, lo hanno seguito in tutti i suoi spostamenti.  

Anche quando appendeva quadri, Picasso creava: non solo oggetti, ma luoghi, che diventavano, a loro volta, vere e proprie composizioni artistiche, un laboratorio di forme che l’artista guardava continuamente e di cui quotidianamente si nutriva

Pablo Picasso, breve bio e fasi artistiche

Pablo Ruiz y Picasso nasce a Malaga il 25 ottobre 1881. Nel 1891 la famiglia si trasferisce a La Coruña, in Galizia e nel 1895 a Barcellona. Nel 1897 Pablo Picasso si iscrive alla Real Accademia di San Fernando a Madrid, ma frequenta poco e preferisce recarsi assiduamente al museo del Prado, per studiare l’arte antica. Nel 1900 presenta la sua prima mostra, presso il locale El Quatre Gats (Barcellona).

Compie tre viaggi a Parigi, dove si stabilisce nel 1904. Qui avvia il processo di progressiva semplificazione delle forme e dei colori, che lo porta a rinunciare alle norme accademiche che egli comunque padroneggiava.

Dapprima utilizza esclusivamente il blu (“periodo blu”), steso in diverse tonalità. Con il blu, colore freddo, Pablo Picasso rappresenta la triste condizione dei poveri e degli emarginati. Le figure, spesso allungate, sono definite mediante una spessa linea di contorno. La presenza dominante del blu annulla quasi i piani spaziali.

Nel 1904 inizia il cosiddetto “periodo rosa”. Ora Pablo Picasso raffigura attori, saltimbanchi, giocolieri del circo: sono forse allusione alla figura del giullare, da sempre simbolo di libertà. Prevale una gamma di tinte calde e tenui, con le quali il pittore realizza effetti di rilievo e forme più solide.

Dopo il “periodo blu” e il “periodo rosa”, scopre l’arte primitiva africana. Per Pablo Picasso è un’illuminazione che gli dà la spinta decisiva per giungere alla totale scomposizione delle forme iniziata da  Paul Cézanne: nasce così il cubismo, rappresentato dalleDemoiselles d’Avignon del 1907.

Nel 1914 compie un lungo viaggio in Italia, durante il quale conosce gli esponenti del futurismo e riscopre l’arte classica e rinascimentale, a cui si ispira per il suo periodo neoclassico.

Nel 1925 partecipa alla prima mostra surrealista. La guerra civile spagnola costituisce una svolta nella sua vita e nella sua arte, avvicinandolo alle problematiche sociali e politiche, a cui dedica il dipinto Guernica.

Nel secondo dopoguerra la sua arte viene definitivamente consacrata. Muore a Mougins l’8 aprile 1973.

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