Rita Fenini

-

Dopo anni dall’ ultima retrospettiva milanese dedicata al più ecclettico degli artisti del Novecento, tornano per la prima volta in Italia - e precisamente all' AMO di Verona - 90 straordinarie opere di Pablo Picasso.

Opere di pittura, scultura e arti grafiche che creano un percorso (diviso in sei sezioni) capace di raccontare la metamorfosi a cui l’artista sottopone la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversa le fasi del pre-cubismo, del Cubismo, l’età Classica e il Surrealismo, fino a giungere agli anni del dopoguerra, superando le barriere e le categorie di “ritratto” e “scena di genere” per giungere sempre a un nuovo concetto di “figura”: quella che rese Picasso costruttore e distruttore al tempo stesso di un arte solo sua, dal fascino inesauribile.

Tra foto e filmati d’ epoca che accompagnano il visitatore alla scoperta del vissuto dell’ artista, la mostra abbraccia l’ arco temporale della sua produzione che va dal 1906 fino agli anni inizi degli anni ‘70 e racconta - oltre all’ entourage intellettuale e letterario e agli studi sul movimento - anche la ricerca durante il primo dopoguerra di un nuovo primitivismo attraverso il disegno infantile, le fonti preistoriche e quel desiderio di liberarsi dalle forme che durerà fino agli anni ‘40.

Con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra è organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con il Musée national Picasso - Paris ed è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del patrimonio presso il Musée national Picasso - Paris.

Picasso. Figure (1906-1971)
15 ottobre 2016  - 12 marzo 2017
AMO Arena Museo Opera - Palazzo Forti - Via Massalongo 7 - Verona

© Riproduzione Riservata

Commenti