Arte & Idee

Parma capitale della Cultura 2020: i 5 motivi del successo

Cantieri per valorizzare la città, iniziative per la periferia, arte e produzioni teatrali. Ecco perché il centro emiliano ha avuto la meglio

Parma

Simona Santoni

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Città dal fascino raffinato e discreto, col suo centro storico raccolto attorno alla Cattedrale romicanica-lombarda e al Battistero romanico-gotico, Parma sarà la Capitale italiana della Cultura 2020.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo l'ha prescelta tra dieci città arrivate nella short list finale, battendo Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso. 

"Raramente ho poche parole, ma stavolta mi avete lasciato senza. Sono davvero emozionato": così il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha accolto la notizia. "Questa è una grande possibilità".

Parma ce la fa al secondo tentativo, raccogliendo l'unanimità dei consensi, grazie a un progetto nato dall'esperienza dell'insuccesso precedente, ma anche grazie alla ritrovata stabilità economica del Comune, che può investire sia in città che in provincia. 

Ecco 5 motivi per cui Parma è Capitale italiana della Cultura 2020.

1) I cantieri per valorizzare la città

Il progetto di Parma si chiama "La cultura batte tempo" ed è ricco di bei propositi. Sul fronte cantieri, è prevista l'apertura al pubblico dell'Ospedale Vecchio nel quartiere popolare Oltretorrente, il cuore della memoria sociale, civile e popolare della città, che diventerà un contenitore culturale: la grande Crociera al primo piano diverrà prevalentemente una sede espositiva; il sottocrociera, al piano terreno, sarà uno spazio a uso misto, probabilmente soprattutto come sede di attività mercatali. 

Inoltre è prevista la valorizzazione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell'Università di Parma, centro di ricerca nato nel 1968, dedito alla raccolta di archivi di arte, fotografia, architettura, design, moda e grafica, trasformato in un nuovo spazio multifunzionale.

2) Anche la periferia coinvolta

La cultura sarà portata anche nelle periferie con la nascita de "La città delle muse", che diffonderà musica e arte nelle zone più periferiche grazie al contributo dello storico Conservatorio Arrigo Boito che sonorizzerà i quartieri.

La Fondazione Lenz, attiva in un edificio industriale della periferia storica di Parma, riporterà all'attualità il tema della memoria.

3) Le produzioni teatrali

Il Teatro Regio, grande rappresentante della tradizione operistica italiana, sarà il cuore delle produzioni teatrali. 

Sono in programma un'edizione speciale del Festival Verdi e una stagione speciale tutta dedicata al Novecento, con la collaborazione della Fondazione Toscanini e di Fondazione Teatro Due.

4) L'arte in primo piano

Sarà messa in atto un'edizione alla grande per il Festival della creatività contemporanea Parma 360, con mostre, eventi, laboratori e dialoghi sull'arte.

Le esposizioni toccheranno e valorizzeranno ancora di più il complesso museale della Pilotta - con una mostra dedicata alla storia dell'arte globale -, la Fondazione Magnani Rocca, il Museo Guatelli e lo spazio Time-Lapse con un'esposizione dedicata ai media.

5) Il labirinto di grano e arte

Sarà valorizzato il Labirinto della Masone, un parco culturale di sette ettari costruito nei pressi di Fontanellato, in provincia di Parma. È costituito da un labirinto di bambù di specie diverse e spazi con la collezione d'arte di Franco Maria Ricci e la sua casa editrice. Lo stesso editore ha regalato il logo della candidatura di Parma a Capitale italiana della Cultura.

Sono previste anche quattro "open call", chiamate aperte in cui saranno invitati artisti italiani e internazionali a guardare e raccontare Parma.

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