A Parma l'arte di ieri si sposa con quella di oggi

Non soltanto Correggio e Parmigianino: la città che fu dei Farnese apre adesso alla creatività contemporanea

Antonio Carnevale

-

Rick Dockery, il giovane quarterback yankee con la carriera distrutta, si vedeva suo malgrado costretto a ripiegare nei Panthers, squadra parmigiana, un po’ arrangiata, di football americano. Il suo agente non era riuscito a trovargli un ingaggio migliore. Nella città emiliana, però, contro ogni aspettativa, il giocatore riluttante scopriva un vero paradiso.

Fin qui siamo nel Professionista di John Grisham, dove fra le bellezze locali si cantano l’ottima cucina e le donne di grande fascino. Con imperdonabile leggerezza, però, altrettanta enfasi non è dedicata all’arte della città, per segnalare la quale in ogni dettaglio, del resto, non basterebbero tutte le pagine del celebre best-seller.

Dai percorsi nell’arte del Correggio e del Parmigianino fino alle splendide architetture del Duomo e del Battistero, i tesori accessibili in qualunque momento dell’anno sono incalcolabili, come la collezione permanente della fondazione Magnani Rocca, i dipinti della Galleria nazionale  e della Pinacoteca Stuard, solo per citare qualche esempio.

Più rarefatte, invece, le occasioni per vedere arte contemporanea. Una di queste si presenta ora con la rassegna dal titolo Quadrilegio, dove oltre 50 artisti, già affermati o emergenti, saranno esposti (fino al 31 luglio) in quattro spazi privati, dentro palazzi storici della città, che aprono al pubblico (a ingresso gratuito) e che alle arti visive affiancano concerti di musica jazz, classica e contemporanea. Una mostra diffusa in un crocicchio di vie del centro, visitabile tutti i giorni dalle 18 alle 22, oppure in qualsiasi altro momento facendosi aprire le porte dagli organizzatori (tel. 3496156474 oppure 3286539229).

Leggi Panorama on line

© Riproduzione Riservata

Commenti