È morto Oscar Niemeyer, l'architetto brasiliano delle curve

Suo il volto attuale di Brasilia, come il Palazzo di Vetro dell'Onu di New York e la sede Mondadori di Segrate. Univa al modernismo le suggestioni tropicali del suo Brasile

Oscar Niemeyer

Oscar Niemeyer – Credits: AP Photo/Andre Luiz Mello

Simona Santoni

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Camminando per la passerella attorniata da acqua che porta al prisma vetrato sospeso degli uffici del Palazzo Mondadori, oggi non si può che guardare con occhi diversi quella struttura, i due setti di cemento armato, traforati dal ritmo sincopato degli archi parabolici...

Oscar Niemeyer, che la realizzò tra il 1968 e il 1975, è morto ieri notte nell'ospedale samaritano di Rio de Janeiro, sua città natale, dove era ricoverato dal 2 novembre scorso. Avrebbe compiuto 105 anni il 15 dicembre, un'età ragguardevole che gli ha permesso di diventare uno di più grandi e prolifici architetti del XXI secolo e di plasmare le geometrie di molte identità urbane.

"Non è l'angolo retto che mi attrae né la linea diritta, dura, inflessibile creata dall'uomo" scriveva l'architteto brasiliano nelle sue memorie. "Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio Paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell'oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita". E infatti l'edificio di Segrate, che conserva il lavorio di Panorama, Donna Moderna e dell'editoria Mondadori, sorprende proprio per le curve. La sede venne commissionata da Giorgio Mondadori nel 1968, affascinato com'era dal Ministero degli Affari Esteri di Brasilia realizzati da Niemeyer.

Brasilia, è in tutto volto di Niemeyer, l'architetto che sintetizzava nel modernismo le suggestioni tropicali del Brasile. Nel 1956 infatti Juscelino Kubitscheck, appena eletto presidente del Brasile, lo convocò per progettare la nuova capitale. Niemeyer disegnò gli edifici principali di Brasilia, tra cui il Palacio da Alvorada, la residenza del presidente della Repubblica, e poi la Camera dei Deputati, il Congresso Nazionale, la Cattedrale, diversi ministeri e molte residenze, pensati per evocare "un futuro più egualitario". La pianta di Brasilia fu affidata all'ex maestro di Niemeyer, Lucio Costa. La città fu costruita e inaugurata in soli quattro anni.

Ma Niemeyer e l'originalità delle sue linee rotonde si erano già imposti a livello mondiale nel 1951, quando disegnò a San Paolo il Parco Ibirapuera, con la sede della Biennale e la Oca, una struttura in cerchio derivata dalle capanne degli indios, e l'edificio Copan. E già nel 1947 era volato a New York per lavorare al progetto del Palazzo di Vetro dell'Onu.

Durante la dittatura militare, dal 1961 al 1985 , il "comunista" Niemeyer fu costretto ad andare in esilio a Parigi. Di quegli anni è la celebre frase di Fidel Castro: "Niemeyer e io siamo gli ultimi comunisti rimasti a questo mondo".

Nel 1988 vinse il premio Pritzker e poi tornò in Brasile. A 89 anni disegnò il Museo di Arte Contemporanea di Niteroi, la città che fronteggia Rio sulla baia di Guanabara, uno dei suoi lavori più famosi. In Italia ha firmato anche l'Auditorium di Ravello e nel 1996 ha ricevuto il Leone d'Oro della Biennale di Venezia.

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