Nick Cave, trenta cavalli al Grand Central Terminal di New York

L'artista di Chicago popola la stazione con i suoi soundsuit, equini danzanti che pascolano e ballano tra i passeggeri

Paola Camillo

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Non è ovvio, ma è la cosa più normale che potrebbe capitare in questi giorni attraversando il Grand Central Terminal di New York : imbattersi in una mandria di cavalli danzanti, drappeggiati di sonanti vesti multicolore, che si fanno largo tra passeggeri e persone in attesa, fra la premura di chi viaggia e i pensieri che accompagnano le migliaia di commuters della Grande Mela. Nasce tutto dalla fantasia di Nick Cave, artista di Chicago (solo un omonimo del cantante australiano) che ha orchestrato il progetto Heard NY in occasione dei cento anni del Terminal sulla 42esima strada, in collaborazione con l’azienda per il trasporto pubblico Mta e la società Creative Time.


Cave ha utilizzato trenta dei suoi soundsuit – travestimenti equini a grandezza naturale, rivestiti da nastri di rafia colorata - che, indossati da due ballerini, pascolano nella hall della stazione per poi dar vita a una danza delicata. C’è il cavallo pigro e c’è quello più indomito: ognuno dei ballerini interpreta il carattere animale che più sente.

Uno spettacolo semplice e potente, che coinvolge i sensi e gioca su elementi ancestrali come la danza, l’energia del colore, l’esuberanza e il simbolismo degli animali, che, come un rito tribale in forma edulcorata, regala allo spettatore-pendolare attimi di magia.


New York stessa è un’artista in questo: è una metropoli che divora il tempo ma che è altrettanto capace di concedere dei momenti di decompressione e rivalsa dalla griglia dei suoi ritmi frenetici.    

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