Arte & Idee

New York Public Library: contenuti "liberi e aperti"

Disponibili in pubblico dominio 190mila fra fotografie, mappe, cartoline: "invitiamo gli utenti a sviluppare applicazioni di Remix"

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Luigi Gavazzi

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La vocazione alla diffusione e soprattutto all'uso della cultura della New York Public Library si è rafforzata in questi giorni con Public Domain Collections: Free to Share & Reuse.

In sostanza la Nypl (la terza biblioteca pubblica più grande del mondo) ha reso disponibile in regime di "pubblico dominio" quasi 190mila fotografie, cartoline e mappe presenti nelle sue collezioni. I documenti sono quindi scaricabarili liberamente e sono quasi tutti file ad alta risoluzione. 

Non solo, dunque, nessun copyright, ma, come ha spiegato Ben Vershbow, responsabile dei Nypl Labs, per lo spirito aperto della Library è importante che il materiale venga riutilizzato.

Per favorire questo riutilizzo l'operazione prevede che vengano rese pubbliche delle Api (Application programming interface): in sostanza delle istruzioni per favorire l'interazione di questi file con altre applicazioni in siti web, app, applicazioni di ricerca o artistiche.

A questo proposito, la scelta della Nypl è trasparente anche nel fornire, a chi riutilizza il materiale, tutte le informazioni necessarie relative alle eventuali limitazioni poste da qualche condizione che limiti il carattere "free" del materiale. Per questo è accessibile - insieme ai file - anche il database interno della biblioteca con le informazioni relative ai diritti di ciascun documento.

La Nypl sta anche curando alcune applicazioni che siano di esempio sui possibili impieghi di questo materiale. Una di queste è Mansion Maniac. Permette, con le modalità di un videogioco un po' vintage, di esplorare le planimetrie di molte delle residence più sfarzose di New York City, ricavando così un'idea dell'organizzazione dello spazio di quei palazzi e usando le mappe disponibili nel database della Nypl.

La biblioteca newyorkese lavora dal 2011, attraverso i Nypl Labs, per creare applicazioni che impieghino i documenti digitalizzati che possiede e per invitare utenti - che siano cittadini o lontani migliaia di chilometri - al riutilizzo. In particolare, sono i "Remix" a illustrare queste possibilità

Per esempio, oltre che con Mansion Maniac, anche con Fifth Avenue, Then & Now, che usa le fotografie del 1911 della collezione e le mostra insieme al medesimo scorcio ripreso dagli scatti di Street View del 2015.

Oppure con il bellissimo e per certi versi politicamente sconvolgente progetto di riscoperta dei Green Book: le guide che nell'epoca della segregazione razziale, consentivano ai cittadini americani di colore di sapere quali hotel, ristoranti, bar e stazioni di servizio fossero a loro accessibili. I Green Book venero pubblicati dal 1936 al 1966.

Infine, per farsi un'idea di quanto sia ricca questa collezione in public domain e al tempo stesso per farsi venire idee su come usarla, basta usare lo splendido tool di visualizzazione che hanno sviluppato.

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