Arte & Idee

Nameless: il mondo di chi ha perso la memoria

Sospiro a Teatro porta in scena le vite inconsapevolmente false di chi non ha più ricordi...

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Michela Vecchia

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Un uomo seduto ad un tavolo sta bevendo dell’acqua, è l’unica cosa che ingurgita quando si trova in un centro commerciale. Sì perché quest’uomo fa parte di una terribile lobby, la lobby dello zucchero. Ma è la sua vera identità? È davvero lui che per anni si è introdotto nei centri commerciali aggiungendo zucchero ad ogni bevanda, ad ogni cibo, per creare dipendenza? Un uomo ad una festa, solo, beve, non riesce a socializzare, detesta le feste, ma perché? Non lo sappiamo.

Un giovane è seduto a un tavolo di un bar, è disperato, la sua fidanzata lo sta lasciando. Non si capacita di quanto stia succedendo. Ogni mattina si alza, guarda l’amata e affronta con un sorriso la giornata. Ma tutto questo sta per finire e il giovane è disperato. Ma è la sua vera identità?

Neanche questo sappiamo.

Sappiamo chi siamo? Abbiamo certezza del nostro passato? Pezzi di memoria si stanno piano piano sgretolando. I ricordi ci abbandonano. E ogni giorno potremmo tendenzialmente vivere una nuova vita. Ricominciare. È con questi interrogativi che si è aperta la 19esima edizione di Sospiro a Teatro, una rassegna di spettacoli intelligenti, mai banali, portata avanti con determinazione dall’amministrazione comunale di Sospiro e dall’assessorato alla cultura, guidato dall’assessore Benedetta Fornasari.

Nameless è andato in scena il 6 ottobre, drammaturgia di Lorenzo Garozzo, direttore artistico di Sospiro a Teatro, regia di Gabriele Benedetti, sul palco i bravissimi Enrico Pittaluga (nel ruolo del conduttore), Luca Mammoli, Graziano Sirressi, Alessandro Maione e Susanna Acchiardi. E il pubblico. Perché in Nameless il pubblico gioca il suo ruolo, non è fruitore passivo di un racconto che si svolge altrove, è direttamente coinvolto, stuzzicato continuamente dai mille interrogativi posti indirettamente dallo spettacolo stesso, direttamente da Pittaluga, il conduttore, che si aggira tra le poltrone in cerca di qualcuno che ha perso la memoria. Perché è lui che traccia tutte le linee dei racconti e riannoda i fili per aiutarci a ritrovare il nostro passato, per dare un senso.

E così vanno in scena spezzoni di vita di persone che hanno perso la memoria, un uomo ritrovato nudo dentro un fast food, che non sapendo più nulla di sé è costretto a darsi un nuovo nome, o un altro in trance sulla spiaggia, completamente bagnato come se l’oceano fosse stato il suo nuovo grembo materno, con solo il disegno di un pianoforte in mano, unico legame con un passato. Che ormai non ha più senso perché è stato cancellato.

La regia di Benedetti rende Nameless uno spettacolo intenso, vivo, finto, ma mai falso. Ci aveva già abituato a riflettere Lorenzo Garozzo con altre pièce, come A me piace settembre o con Suzanne. Ma con Nameless fa qualcosa di più, ci mette in scena, ci coinvolge, ci invita a ricostruire il nostro passato, che sfugge in ogni momento facendoci provare un senso di angoscia. Cosa hai fatto due giorni fa? Ma un mese fa? Due anni fa? Nessuno è in grado di ricostruire esattamente quello che è stato. Ed è l’angoscia la protagonista del finale sulle note di Kollaps degli Einsturzende Neubauten, che di suoni angoscianti sono dei veri esperti.

Sospiro a teatro:

Sabato 13 ottobre, ore 21: Growth, spettacolo con Giulia Trippetta, Pavel Zelinskiy, Francesco Aricò, per la regia di Silvio Peroni.

Sabato 20 ottobre, alle 21, Invisibili generazioni, scritto e diretto da Carolina De La Calle Casanova, con Marco Ottolini, Paola Tintinelli, Corinna Grandi e Federico Vivaldi.

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