Arte & Idee

Il Museo degli oggetti irrealizzati compie un anno

Le ragioni dell'arte nelle opere mai finite

Jeremy Deller (ufficio stampa)

Non è uno scherzo. Anche se la data, 1 Aprile, e il nome, Museum of Refused and unrealised art projects, fanno decisamente pensare a uno scanzonato pesce d’aprile. Ma il museo degli oggetti rifiutati e mai realizzati esiste davvero e oggi compie il suo primo anno di vita. Regalando a chi ama l’incompiuto una ragione d’essere e a quanti hanno i cassetti pieni di progetti una spinta propulsiva, i due ideatori, Elisabetta Modena e Marco Scotti hanno un obiettivo preciso: «Valorizzare, conservare e studiare attraverso attività di ricerca, esposizioni e sfruttando al massimo tutte le potenzialità del digitale questi progetti mai realizzati. Vogliamo così dare loro visibilità e offrire la possibilità a chiunque di consultare materiali che solitamente non sono accessibili aprendo inoltre una riflessione sulle dinamiche dell’arte contemporanea e di chi vi opera».

Nel suo primo anno di vita MoRE ha acquisito progetti di artisti di rilievo internazionale nel panorama dell'arte contemporanea, come Jonathan Monk, Ugo La Pietra, Cesare Pietroiusti, Debora Hirsch, Paolo Scheggi, Davide Bertocchi, Davide Mosconi, Ivo Bonacorsi, Silvio Wolf, Grazia Varisco, Luigi Presicce, Valerio Berruti, Regina Josè Galindo, Jeremy Deller. Gli artisti hanno liberato i propri “sogni nel cassetto”, e condiviso con il pubblico le idee che, per qualche motivo, non si sono materializzate. Ogni progetto di opera d’arte è accompagnato da una scheda che la racconta in riferimento al percorso artistico dell’autore.

In attesa delle nuove acquisizioni, provenienti dagli archivi personali di Erwin Wurm, goldiechiari e Massimo Uberti, per festeggiare il compleanno di MoRE, alcuni degli artisti che hanno esposto precedentemente negli spazi virtuali del museo hanno mandato un “regalo”, ovvero un’opera in formato digitale. Gli interventi di Jonathan Monk, Debora Hirsch, Luigi Presicce, Davide Bertocchi, Ivo Bonacorsi e Ugo La Pietra saranno fruibili sul sito di MoRE a partire dal 1 aprile 2013, insieme ad un video che racconta i 12 mesi del museo, realizzato dalla videomaker Katia Goldoni.

in occasione del primo anniversario, MoRE inaugura la sua prima mostra temporanea online: ONE MoRE YEAR si snoda attraverso sei sale virtuali, senza dimenticare bookshop e deposito. In mostra una selezione delle opere della collezione.

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