Il Mediterraneo ha la sua capitale: Marsiglia

La città francese diventa per un anno il punto d'incontro della cultura europea. E mette al centro il Mare Nostrum

Mikol Belluzzi

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Marsiglia è "soltanto una porta aperta. Sul mondo, sugli altri". La definizione più azzeccata è di Jean-Claude Izzo, lo scrittore simbolo della seconda città di Francia, sempre "a metà strada fra la tragedia e la luce", che si ama o si odia, come il melting pot dei suoi abitanti. Un incrocio di culture da 26 secoli, un luogo meticcio come il suo piatto tradizionale, la bouillabaisse, dove convivono armoniosamente una decina di pesci più o meno ricchi che i pescatori mettevano da parte per la propria famiglia.

Dopo anni di lavoro e oltre 600 milioni di euro investiti, Marsiglia torna a far parlare di sé grazie all’investitura di capitale europea della cultura che la rilancerà per tutto il 2013. Interventi, recuperi e nuove costruzioni sono firmati dai maggiori architetti mondiali: Jean Nouvel, Rudy Ricciotti, Norman Foster e Zaha Hadid hanno esaltato la mediterraneità di questa città che fino a qualche anno fa evocava soprattutto gangster e disordini razziali. Ma che adesso cerca una sua nuova collocazione in Europa e si presenta al pubblico tirata a lucido e con oltre 500 eventi culturali che riuniscono l’arte del Continente e del Mediterraneo.

Che diventa la chiave di volta della nuova Marsiglia. Così i nuovi musei, come il Cerem e il Mucem, sono stati costruiti a due passi dal Porto vecchio, mentre il J1 è la ristrutturazione di un’antica stazione marittima convertita in uno spazio espositivo inconsueto e in luogo d’incontro culturale. Anche gli eventi principali sono dedicati al Mare Nostrum. Il J1 ha aperto con una mostra evento intitolata Mediterraneo dalle grandi città di ieri agli uomini di oggi: sotto il segno di Ulisse invita a un viaggio nel tempo e nello spazio, da Tiro ad Atene, fino ad Algeri, Tunisi e Tripoli, e poi il ritorno a Marsiglia. Ben 11 tappe per una nuova Odissea nel Mediterraneo, da seguire nell’ordine o in base ai propri desideri, scandite da altrettante imbarcazioni (una trireme, una galea, uno sciabecco, un transatlantico) e da tantissimi reperti antichi che materializzano il ruolo principe della navigazione nella costruzione della mediterraneità. Questa sarà il tema dominante anche dell’evento di giugno al Mucem, dedicato a Il nero e il blu. Un sogno mediterraneo, mentre Vestiges, fotografie dal 1993 al 2012 alla Vielle Charité è una retrospettiva del fotografo Josef Koudelka che conduce nei siti archeologici greci e romani del bacino del Mediterraneo.

Perché, come ha scritto Izzo, "di fronte al mare la felicità è un’idea semplice". Soprattutto a Marsiglia.

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