Maurizio Tortorella

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Bassotti che d’improvviso diventano gentiluomini settecenteschi, e rottweiler che si trasformano in seriosi condottieri militari. Gatte siamesi avvolte in un abito da gran dama, evidentemente pronte a partecipare a una clamorosa festa in società. E poi uccelli selvatici, fagiani e oche, e conigli, e animali di ogni genere, abbigliati magari à la page…

L’idea di umanizzare cani e gatti è originale, ma non sono tanto i vestiti a colorare l’arte di Maurizio Guarneri, ritrattista animalier di Castiglioncello (Livorno): il suo estro conquista, in realtà, per la particolarissima capacità di penetrare il carattere del soggetto che ritrae. E di certo è per questa sua caratteristica se, a frotte, i proprietari di animali da compagnia corrono da lui per chiedergli un ritratto. Ogni volta, Guarneri riesce a fare emergere tratti definiti nei dettagli più impercettibili, la vividezza di uno sguardo e il guizzo di un’espressione.

La ritrattistica di Guarneri, che oggi si applica equanime a quasi ogni esponente del regno animale, probabilmente nasce da un’antica passione di famiglia per i cani (sua mamma era una nota allevatrice di cocker), ma trova forza anche negli anni trascorsi al tavolo da disegno come creativo pubblicitario. “Dopo aver lavorato lontano dalla Toscana e dalla casa dove sono nato” racconta lui a Panorama.it “è stato proprio il ritorno qui a Castiglioncello a risvegliare in me la propensione, mai sopita, per il disegno libero e per gli animali: i cani, in special modo. Mi sono ritrovato così a buttar giù, di getto, schizzi su schizzi di setter inglesi, di beagles, di rottweiler, di scottish terrier… E poi, dato che qui siamo in campagna, ho cominciato a disegnare anche gatti, e papere, e fagiani... Ma poco importa la razza, dal momento che nella mia testa ogni animale ha precise peculiarità, e tratti ben definiti, sempre differenti”.

A ogni quadro, ed è questa un’altra cifra della sua arte, Guarneri dà un taglio fotografico, come andasse alla ricerca di un istante preciso da cogliere. “La mia attenzione” dice “si concentra soprattutto sullo sguardo, sull’espressione che rende un soggetto unico e irripetibile”. È proprio questa forma di empatia che, forse, permette all’artista di “sentire” l’animale da ritrarre come parte di sé. “Sembrerà strano” sorride Guarneri “ma quasi sempre riesco a percepire il carattere, e a volte anche la paura o la furbizia, l’aggressività o la dolcezza del soggetto che mi trovo di fronte. E cerco di rappresentarla”
Il risultato è spesso sorprendente. Del resto, Guarneri ha già fatto molte mostre di successo, le ultime a Milano, a Bolgheri (Livorno) e a Firenze. La galleria di ritratti che il lettore troverà nella photo-gallery online è solo una piccola parte di quel che l’estro del pittore ha prodotto. Guarneri è contattabile via email, all’indirizzo:

mau.guarneri@alice.it

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