'Il ricordo è un consolatore molesto', a Milano la prima mostra personale di Marco Mazzoni

Il titolo basterebbe ad incuriosire chiunque. Ma basta osservare una delle opere dell'artista italiano per lasciarsi rapire da un viaggio nel quale flora, fauna e tradizione popolare convivono in perfetta armonia.

Riccardo Fano

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Il Ricordo è Un Consolatore Molesto. Basterebbe il titolo della nuova - e prima a Milano - mostra personale di Marco Mazzon i ad incuriosire. Il bello è che questo è solo l'inizio di un fantastico viaggio, il cui inizio è fissato alle 19.00 di martedi 19 febbraio presso la Galleria Patricia Armocida di Milano.

Ogni disegno realizzato con matite colorate è un intreccio di mondi: flora, fauna e tradizione popolare italiana, fatta di Janas e Cogas; donne che secondo la credenza sarda, seducono, incantano, maledicono e guariscono.

Il suo lavoro è un omaggio alle arti segrete delle guaritrici; ogni disegno è infuso di metafore che raccontano la loro storia. Nelle composizioni circolari, che alludono al ciclo della Natura, si vedono piante medicinali e lisergiche, farfalle e uccelli impollinatori che bevono il loro nettare e, seminascosto dalle foglie e dalle ali, emerge il volto delle donne costrette a nascondere la loro sensualità e i loro saperi a causa dei bigottismi dettati dalla religione, accusate di stregoneria perché herbarie, donne d'erba.

Marco Mazzoni, sottolinea l'importanza dell'interazione tra le donne e le piante sviluppando il suo soggetto più conosciuto, il volto di donna incorniciato da flora e fauna, elevandolo ad icona. Ne svela le percezioni più intime, ricordi narrati su pagine di diario, visioni immaginifiche di animali "impossibili", frutto dell'esplorazione estatica di viaggi allucinatori.

L'artista non disegna mai gli occhi del soggetto, in modo che lo spettatore non veda l'opera come un ritratto, ma come una natura morta, una composizione in cui tutti gli elementi hanno eguale importanza. Mazzoni, tecnicamente geniale, realizza, a matita colorata, complessi chiaroscuri sovrapponendo luce e buio, per creare un bagliore intenso e profondo.

Il risultato è un'opera che racconta del momento in cui la donna prende il controllo di tutto, in completa armonia con la Natura.

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