Malala, primo messaggio video dopo l'attentato: "Una seconda vita"

Sottoposta a un nuovo intervento per la ricostruzione del cranio, la quindicenne pakistana non perde il suo spirito battagliero: "Voglio servire la gente ed educare ogni ragazza"

Malala Yousafzai (EPA/BIRMINHAM QUEEN ELIZABETH HOSPITAL)

Simona Santoni

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La forza di un leone nel corpo fragile di un cucciolo ferito che ritorna alla vita.

Malala Yousafzai, la quindicenne pakistana strenue attivista per i diritti allo studio delle donne della sua città di Mingora, non ha perso il suo spirito battagliero. Sopravvissuta a un attacco talebano a un bus scolastico lo scorso 9 ottobre, dopo essere diventata bersaglio degli integralisti per le sue attività a favore del diritto all'istruzione per le ragazze nella provincia di Swat, due giorni fa all'Ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, in Inghilterra, è stata sottoposta a una nuova complicata doppia operazione. Gli interventi miravano alla ricostruzione del cranio con una placca al titanio e l'innesto di un impianto progettato per restituire l'udito all'orecchio sinistro.

Le condizioni della ragazza sono "stabili", ha fatto sapere l'equipe medica rasserenando la buona parte di mondo in apprensione per lei: "è sveglia, ha parlato al personale e ai membri della sua famiglia".

Ma ancor prima di andare sotto i ferri, per la prima volta da quando è stata vittima dell'attentato, Malala ha lanciato il suo coriaceo messaggio di vita in un video.

Parlando con voce chiara, ma con il labbro superiore ancora rigido, ha detto: "Sono viva, posso parlare e vedervi, mi sento meglio giorno dopo giorno. E questo grazie alle preghiere della gente, tutti hanno pregato per me. Grazie a queste preghiere Dio mi ha dato una seconda vita, e la voglio utilizzare per servire la gente ed educare ogni ragazza e ogni ragazzo. È per questa ragione che abbiamo creato il fondo Malala''.

Il Fondo Malala , creato da Vital Voices, organizzazione internazionale non-profit per la promozione delle donne, si muoverà per realizzare il sogno di Malala di istruzione per tutte le donne.

Proprio pochi giorni fa alcuni parlamentari norvegesi hanno anche proposto Malala per il Nobel per la Pace.

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