9 marzo 2017 - Nuovi dettagli relativi all'albergo The walled off hotel, voluto da Banksy a Betlemme, commento e riflessione "fisica" sul confronto-conflitto fra Israele e i palestinesi, del quale spieghiamo caratteristiche e motivazioni qui sotto. Prima vediamo le novità.

The Walled Off Hotel aprirà dunque l'11 marzo. E ci sarà molta musica. In sostanza, l'albergo - che verrà quotidianamente gestito da cittadini della West Bank occupata - avrà un piano bar meccanico, controllato a distanza, che permetterà le esibizioni di artisti fisicamente lontani, ma "presenti" attraverso la musica che suonano effettivamente in questa forma particolarissima di live.

Per l'inaugurazione verranno suonate alcune delle hit dei Massive Attack, a tre mani, con Trent Reznor, Hans Zimmer e Robert "3D" Del Naja, il leader dei Massive Attack, che, secondo alcune voci, sarebbe dietro il fantomatico Banksy.

Il programma annunciato dal sito dell'albergo, dice anche che ogni sera verrà diffuso un concerto registrato esclusivamente per l'hotel. I primi concerti saranno dello stesso Trent Reznor, di Atticus Ross, Flea, Hans Zimmer.

Si parla anche di Elton John. L'artista britannico avrebbe contribuito al lancio dell'hotel di Banksy, durante un party, con una performance "in remoto".

banksy-betlemme

Il Piano Bar del Walled Off Hotel di Betlemme, voluto da Banksy, ianugurazione 11 marzo 2017 – Credits: banksy.co.uk/facilities

3 marzo 2017 - Da sempre schierato a favore della causa palestinese, l'artista britannico Banksy ha deciso di aprire a Betlemme in Cisgiordania un piccolo albergo di 10 camere (compresa una suite) chiamato The walled off hotel - in italiano può essere tradotto con "Separato con muro" o "Albergo murato" - che sorge a un passo dalla barriera di separazione con Israele, e già ribattezzato come il luogo con "la peggiore vista del mondo".


L'arte che avvicina i popoli
Descritto dai media come un mix di "hotel, protesta e arte", il luogo, secondo le intenzioni dell'artista, vuole non solo spingere l'economia locale ma anche in qualche modo favorire le relazioni tra le due parti. Non è infatti un caso che sorga fuori dal circondario di Betlemme in una zona, quella C, che - in base agli Accordi di Oslo - è sotto il pieno controllo militare e civile israeliano.

Se invece fosse in città i cittadini dello stato ebraico non potrebbero accedervi in quanto la legge per motivi di sicurezza vieta, come testimoniano grandi cartelli rossi posti ovunque sul tortuoso confine, l'ingresso nelle Zone A e B agli israeliani.

Costruito quindi a ridosso della barriera di separazione, l'Hotel - ha rivendicato con sarcasmo il proprietario Wissam Salsaa citato dai media - può vantare la peggiore vista del mondo: quella, appunto, sul muro.

L'hotel è pieno di opere dell'artista che mischia satira e provocazione al riparo di una maschera di rigido mistero sulla sua identità. Ma il must dell'albergo sembra essere la camera numero 3, la cosiddetta Banksy Room.

10 stanze banksyzzate
Lì l'ospite potrà dormire in un grande letto sotto un murale che raffigura una lotta all'ultimo cuscino tra un palestinese con il volto coperto da una kefyah e un soldato israeliano in tenuta anti sommossa.

L'hotel punta ad essere anche una sorta di spin off per l'arte contemporanea in una città dominata dalla presenza dei pellegrini diretti alla basilica della Natività. La lobby è destinata infatti ad ospitare esibizioni per mostre internazionali interessate alle opere d'arte di artisti palestinesi locali.

Inoltre, l'hotel avrà anche un verso coloniale con pomeriggi di the aperti al pubblico. Banksy non è nuovo a interventi non solo in Cisgiordania ma anche a Gaza. L'artista ha disegnato i suoi graffiti su molti punti della barriera di separazione: famoso quello della bambina che vola oltre il muro attaccata a dei palloncini.

Nel 2015 l'artista ha rilasciato un documentario sulle condizioni della Striscia dopo il conflitto con Israele nell'estate del 2014. E l'anno scorso si dice sia entrato clandestinamente a Gaza per dipingere quattro murales, incluso uno su una porta di metallo che raffigura la dea greca Niobe nascosta dietro i calcinacci di una casa distrutta nella guerra del 2014.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti