"Living Art": l'opera d'arte più grande del mondo

Un progetto per trasformare un parco residenziale di grattacieli in costruzione alla periferia di Mosca il luogo perfetto per vivere, lavorare e interagire. Protagonisti Alexey Dobashin e l'architetto milanese Dante Oscar Benini

– Credits: antonella asnaghi & associati

Corre sull'asse Italia-Russia l'idea dell'opera d'arte abitabile più grande del mondo, un progetto innovativo e gioioso che mira a far diventare un parco residenziale di grattacieli in costruzione alla periferia di Mosca il luogo perfetto per vivere, lavorare e interagire.

Deus ex machina di "Living Art" (questo il nome del progetto) è Alexey Dobashin, CEO di Krost, una delle maggiori società russe di costruzioni, che per realizzarlo ha voluto al suo fianco l'architetto milanese Dante Oscar Benini, allievo di Scarpa e Niemeyer, che nella corsa ad aggiudicarsi la realizzazione del progetto ha sbaragliato concorrenti come lo studio inglese Hopkins e l'olandese Mecanoo.

Il complesso residenziale, composto da 4 grattacieli di 45 piani alti 160 metri e uno da 33 piani alto 110 metri, distribuiti in un comprensorio di dieci ettari, sono affrescati da un altro italiano, il pittore milanese Mario Arlati.
"Volevo dare alle persone che abiteranno "Living art" " spiega Dobashin "luoghi di aggregazione che potessero ricreare l'atmosfera dei vecchi cortili, ormai spariti dalle moderne megalopoli, e nel contempo volevo creare qualcosa dove fosse possibile respirare arte italiana; dove aleggiasse lo spirito dell'ingegno europeo, che richiama Vitruvio e le sue idee di utilità, robustezza e bellezza.

Desideravo che Mosca avesse un posto così, e grazie a Benini e Arlati ci sto riuscendo".
Il progetto, che verrà concluso nel 2016, è già sotto osservazione da parte del Guinness dei primati come "opera d'arte abitabile più grande al mondo"; questo grazie al lavoro di Arlati, che con l'ausilio di 1500 operai al lavoro 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana, e utilizzando i colori rosso, nero, giallo, blu e oro sta affrescando i grattacieli creando un dipinto "en plein air" che alla fine giungerà a misurare oltre 45.000 metri quadri.

E non mancano le difficoltà "Dato che" racconta Arlati "devo lavorare appeso a un'imbragatura ad altezze che arrivano fino a 160 metri di altezza; il colore, infatti, viene steso a spruzzo ma poi io a mano devo eseguire i ritocchi".
Un sogno che sembrava quasi irrealizzabile; e invece, a due kilometri dal Grande raccordo anulare di Mosca, l'unione italo-russa in nome dell'arte e della tecnologia sta per dare vita a un qualcosa di totalmente nuovo.
"Un progetto che vuole creare uno spazio che unisca e non divida", secondo le parole di Benini.
Tra due anni capiremo se l'obiettivo è raggiunto.

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