L'Isis ha fatto saltare in aria due antichi mausolei islamici, quello dello sheikh Mohammad Ben Ali e quello di di Abu Behaeddin, a 4 km dal sito archeologico romano di Palmira, in Siria, affermando di aver distrutto "un simbolo del politeismo".
Lo rende noto, con tanto di foto, il "braccio mediatico" dell' Isis Wilayat Homs, e lo conferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus).
Finora non risultano essere state ancora distrutte le rovine romane di Palmira, "minate" dai jihadisti.

Situata in un'oasi, Palmira fu nel passato uno dei centri culturali più importanti del mondo antico, luogo di transito delle carovane che attraversavano l'arido deserto al centro della Siria lungo la Via della Seta. E oggi è famosa soprattutto per le sue colonne romane, i templi e le torri funerarie. Situata a 210 km da Damasco, la "Perla del Deserto", iscritta dall'Unesco nel Patrimonio mondiale dell'Umanità, è un'oasi il cui nome apparve per la prima volta su una tavoletta 4mila anni fa. Ma è dopo la conquista romana, a partire dal I secolo avanti Cristo, che Palmira, la Città delle Palme, diventa una località lussuosa ed esuberante, grazie al commercio di specie e profumi, seta e avorio.

La via principale, con il lungo colonnato, dava il benvenuto ai carovanieri: 750 colonne allineate su entrambi i lati per quasi un chilometro e mezzo. Nel 129, l'imperatore Adriano la trasforma in città libera e prende il nome di Adriana Palmira; in quell'epoca furono costruiti i templi principali, come quello di Bel (il cui tetto, ora sparito, era originariamente coperto d'oro). Nella città veniva venerata la trinità, composta dal dio babilonese Bel, l'equivalente di Zeus, Yarhibol (il Sole) e Aglibol (la Luna) fino a quando, nel II secolo dopo Cristo, non arrivò il cristianesimo. Nel secolo III, approfittando delle difficoltà dell'Impero Romano, la città si trasforma in regno sotto la dinastia Sassanide, che si ribella a Roma. La regina più famosa, Zenobia, nel 270 conquista tutta la Siria, una parte dell'Egitto e anche l'Asia minore: ma l' imperatore Aureliano riconquista la città, Zenobia è condotta a Roma e Palmira conosce il suo declino. Prima dell'inizio della crisi siriana, nel 2011, la citta' era visitata da oltre 150 mila turisti all'anno, che accorrevano per vedere le oltre mille colonne, le statue e la formidabile necropoli di 500 tombe

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