Arte & Idee

Invasioni, lo spettacolo dedicato a Mustafa Sabbagh conquista Palermo

Al Teatro Politeama standing ovation per la compagnia Neon Teatro con un acrobata speciale: Danilo Ferrari, affetto da tetraparesi spastico-distonica

invasioni

Guido Castellano

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Il teatro è madre da abbracciare e, allo stesso tempo, madre che abbraccia. Tutti sono suoi figli. Senza differenze. Senza predilizione alcuna. Così, quando si sono spente le luci, il Teatro Politeama di Palermo è diventato un caldo, caldissimo grembo che si è lasciato invadere da Invasioni, il nuovo spettacolo che la compagnia catanese NeonTeatro ha dedicato a Mustafa Sabbagh, il fotografo italo-palestinese di fama internazionale che è parte integrante dell’opera diretta da Monica Felloni con i suoi scatti artistici, con alcune tracce audio originali e anche nel ruolo inedito di attore in una breve, intensa apparizione sul palco.

Un esempio di come questa rappresentazione abbia saputo abbracciare e coinvolgere tutti è data da uno dei suoi protagonisti (nonché autore di una parte dei testi) che entra in scena volando appeso ad una fune. L’acrobata in questione si chiama Danilo Ferrari, un ragazzo che non si ferma davanti a nessuna barriera nonostante sia affetto da tetraparesi spastico-distonica che gli impedisce qualsiasi movimento e comunicazione.

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Questa è la magia dello spettacolo. Danilo non parla, non emette suoni, non utilizza le mani. Eppure comunica. E strappa applausi. I suoi gravi handicap non gli hanno impedito di fare il giornalista e l’attore di teatro. Lui, infatti, grazie a una speciale tecnologia riesce a scrivere con gli occhi ed è collaboratore di lunga data di Panorama.

 

Ma quello appena descritto è solo un tassello dello spettacolo che coinvolge perché sa emozionare. Un susseguirsi di visioni, e suggestioni che hanno incantato, commosso, entusiasmato il pubblico che ha gremito il teatro palermitano, uno dei luoghi che sta animando la BAM, la Biennale Arcipelago Mediterraneo che si concluderà il 12 marzo. Un festival, quello di teatro, musica e arti visive dedicato ai popoli e alle culture dei paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, che ha confermato il successo dello spettacolo per tutti, con tutti, fra tutti. Perché Invasioni è la vita che si manifesta con la forma che devi accettare, ma che non devi subire. Devi pretendere che sia inaccettabile il non saperla osservare per quel che è: forma. Soltanto forma. Invasioni è l’imposizione dell’essere umani che camminano su questa Terra accanto ad altri umani. Non importa se non tutti possono allo stesso modo; ma ci sono, si muovono, anche soltanto col pensiero.

I cinque capitoli dell’opera sono stati un susseguirsi di colpi di scena, con gli attori che hanno letteralmente invaso il teatro ovunque, affiorando da ogni lato del palco, della platea, fra il pubblico, correndo sulle gambe, sulle carrozzelle, con acrobatiche evoluzioni, che hanno fatto pure volare chi non potrebbe, come Danilo Ferrari, perché non può camminare, ma ha le ali dell’amore per se stesso e per quel che lo circonda. Un’esplosione di voci, canti, danze, interpretazioni. Poesia pura, la poesia dei movimenti, della parole, degli sguardi, del nero, del bianco, due colori che hanno dominato per non dominarsi.
Un successo. Applausi vigorosi durante lo spettacolo, standing ovation alla fine.

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