C'è uno sguardo inconsueto che si può rivolgere all'Umbria: quello del design. Perché è proprio attraverso la ricerca sul progetto che questo territorio ha scelto di raccontare il proprio saper fare. Da quello artigianale, che si collega ad antichissime tradizioni, a quello industriale, di più recente acquisizione, si può comporre un ritratto molto preciso e pertinente dell'Umbria di oggi.

E se Milano conosce ormai dal 2012 le proposte che approdano al Fuori Salone, (in occasione del Salone del Mobile), Spoleto non aveva mai pensato di inserire il design tra le manifestazioni del suo Festival dei Due Mondi.

Lo ha fatto proprio nel fine settimana di chiusura in questa 59esima edizione con due "assaggi". Gli elementi dell'alfabeto necessario a scrivere questo racconto sono stati esposti nell'installazione Scorched or Blankened, ospitata nella chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro, nella suggestiva piazza del Duomo. L'opera, prodotta dalla Regione Umbria e realizzata da ABA - Accademia Belle Arti Pietro Vannucci e dall'Università degli Studi di Perugia per Regione Umbria, è una vetrina che raccoglie materiali, forme e stili che fanno dell'Umbria stessa un brand. Così si ritrovano elementi grafici e caratteri tipografici pensati a partire da decorazioni tipiche dell'architettura locale, materiali tradizionali come legno, carta, ceramica e vetro, utilizzati in maniera però innovativa, insieme agli aspetti emozionali della regione, dal lavoro di Alberto Burri, alla chiesa della Porziuncola.

In altre parole, l'installazione è una teca che riassume, per elementi visivi, un'intera regione. Questa stessa installazione era già stata presentata al Fuorisalone di Milano, nel cortile d'onore dell'Università Statale, ma durante il weekend di chiusura del festival di Spoleto è stata "raccontata" da alcuni protagonisti: Gilda Bojardi, direttore di Interni, Fernanda Cecchini, assessore alla cultura della Regione Umbria, Paolo Belardi, direttore ABA e i designer Francesco Paretti, Marco Tortoioli Ricci e Marco Williams Fagioli. Sono loro che hanno offerto il secondo assaggio al pubblico ripercorrendo le tappe compiute dalla Regione negli ultimi anni per definire la propria identità di brand attraverso la cultura e gli asset territoriali che la rendono un luogo dove vivere una esperienza non solo turistica.


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