Rita Fenini

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La "Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen" ospita una delle collezioni più complete al mondo di opere di Paul Gauguin: e la mostra al MUDEC di Milano include non meno di 35 lavori (sui 70 in esposizione) provenienti dal museo danese (insieme a opere significative di Cézanne, Pissarro e Van Gogh). È la prima volta che una sezione così ampia della raccolta dei lavori di Gauguin viene esposta al di fuori del museo: tra i capolavori c’è "Vahine no te Tiare (Donna con fiore)", uno dei primi dipinti che l’artista inviò in Francia da Tahiti nel 1891, come opera ambasciatrice di una nuova arte radicale “made in Polinesia”.

Le opere esposte, provenienti (oltre che dal museo di Copenhagen) anche da 12 musei e collezioni private internazionali, permettono di riconoscere e analizzare le fonti figurative dell’arte di Paul Gauguin, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese, all’arte dell’antico Egitto, da quella peruviana delle culture Inca passando per la cambogiana e la javanese, fino alla vita e alla cultura della Polinesia. E’ proprio attraverso il confronto tra alcuni capolavori dell’artista e le sue fonti d’ispirazione che la mostra si prefigge di dimostrare il suo approccio peculiare e originale al “primitivismo”, che Gauguin perseguì nel corso di tutta la sua vita e che altro non era se non il forte  desiderio di evasione dai dettami tradizionali della società a lui contemporanea e dai canoni dell’Impressionismo francese, per raggiungere un più elevato grado di verità e autenticità, sia nella vita che nell’arte.

Gauguin. Racconti dal paradiso
a cura di Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg
MUDEC – Museo delle Culture | via Tortona 56, Milano
28 ottobre 2015 – 21 febbraio 2016

LUN 14.30‐19.30; MAR, MER, VEN, DOM 09.30‐19.30; GIO, SAB 9.30‐22.30

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