Rita Fenini

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70 dipinti, 50 disegni, 150 pezzi fra foto, lettere e oggetti vari. Un lavoro di studio e ricerca complicato e laborioso, lungo sei anni, che ha portato al MUDEC di Milano materiale inedito e parecchie rarità della carismatica artista messicana, icona pop e leggenda del panorama artistico del Novecento.

In un'unica sede espositiva, la mostra riunisce - per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultimo grande evento alla Permanente - tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection (le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo), con l'aggiunta di alcuni capolavori dell'artista messicana prestati da autorevoli musei internazionali

Quando

"Frida Kahlo. Oltre il mito" (mostra prodotta e promossa da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE) è aperta al pubblico dal 1 febbraio al 3 giugno 2018 nei seguenti giorni e orari:

lunedì 14.30 - 19.30
martedì - mercoledì 09.30 - 19.30
giovedì - venerdì - sabato 09.30 - 22.30
domenica 9.30 - 20.30

Dove

Ad ospitare la mostra, le sale del MUDEC, in Via Tortona 56 a Milano

Perchè è interessante

Curata da Diego Sileo, curatore del Pac, la mostra si propone di dare una nuova chiave di lettura alla figura di Frida Kalho, ponendo l'accento soprattutto sulle sue  straordinarie capacità artistiche, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode e scontate. Una mostra importante, che vuole andare "oltre il mito di Frida", mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni.

Seguendo un percorso tematico e non cronologico, l'esposizione milanese evidenzia come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e rivela - attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi qui presenti per la prima volta con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) - nuovi particolari della sua vita e della sua produzione.

Dalle lunghe e approfondite ricerche realizzate in Messico dal curatore, sono emersi alcuni temi fondamentali (la sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza) che permettono al visitatore di percepire la coerenza profonda che esiste nell’opera di Frida Kahlo

Gli stessi temi si riflettono nel progetto d’allestimento della mostra, che si sviluppa in quattro sezioni: donna, terra, politica, dolore

Tra le sale più interessanti del percorso espositivo, lo spazio dedicato al "Bagno di Frida", ossia una serie di imagini in bianco e nero della fotografa messicana Graciela Iturbide che, nel 2007, ha deciso di fotografare la parte più intima e meno nota della casa-museo di Frida, dove il suo obiettivo ha messo a fuoco busti, protesi, grucce e strumenti medici, a testimonianza della sofferenza quotidiana di Frida Kalho, una sofferenza che traspare in tutta la sua arte e che nell'arte ha trovato la sua catarsi

Frida Kahlo, breve biografia

Nata a Coyoacán nel 1907, fin da bambina dimostra di avere un carattere forte, passionale, unito ad un talento e a delle capacità fuori dalla norma. Purtroppo la sua forza di carattere compensa un fisico debole: è infatti affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, non riuscendola così a curare nel modo adeguato.

La prova più dura per Frida arriva però nel 1925: un giorno, mentre torna da scuola in autobus, viene coinvolta in un terribile incidente che le causa la frattura multipla della spina dorsale, di parecchie vertebre e del bacino. Rischia di morire e si salva solo sottoponendosi a 32 interventi chirurgici che la costringono a letto per mesi. Ha solo 18 anni e le ferite al fisico la faranno soffrire per tutta la vita, compromettendo irrimediabilmente la sua mobilità.

Durante i mesi a letto immobilizzata da busti di metallo e gessi, i genitori le regalano colori e pennelli per aiutarla a passare le lunghe giornate. Questo regalo darà avvio ad una sfolgorante carriera artistica. La prima opera di Frida è un autoritratto (a cui ne seguiranno molti altri) che dona ad un ragazzo di cui è innamorata.

I genitori incoraggiano sin da subito questa passione per l’arte, tanto da istallare uno specchio sul soffitto della camera di Frida, così che possa ritrarsi nei lunghi pomeriggi solitari. È questo il motivo dei numerosi autoritratti dell’artista. Lei stessa dirà: “Dipingo autoritratti perché sono

Nel 1928, a 21 anni, si iscrive al partito comunista messicano, diventando una convinta attivista. È in quell’anno che conosce Diego Rivera, il pittore più famoso del Messico rivoluzionario. Lo aveva incontrato per la prima volta quando aveva solo quindici anni (e lui trentasei), sotto i ponteggi della scuola nazionale preparatoria, mentre Diego stava dipingendo un murale per l’auditorium della scuola. Lo sposa nel 1929, nonostante lui abbia 21 anni più di lei e sia già al terzo matrimonio. Inoltre Diego ha fama di “donnaiolo” e marito infedele. Il loro sarà un rapporto fatto di arte, tradimenti, passione e pistole. Lei stessa dirà: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera.”

Frida Kahlo e Diego potevano considerarsi una “coppia aperta”, più per le infedeltà di Diego che per scelta di Frida, che soffrì molto per i tradimenti del marito: Rivera ebbe persino una relazione con la sorella minore di Frida, Cristina. Vista l’impossibilità di fare affidamento sulla fedeltà di Diego, i due decisero di vivere in case separate, unite tra loro da un piccolo ponte, in modo che ognuno di loro potesse avere il proprio spazio “artistico”.

Frida morì a Coyoacán nel 1957, a soli 47 anni, per cause ancora non del tutto chiare

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“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego.” - Frida Kahlo

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